SERIE A

Vivai sotto accusa, Cois denuncia: «Pieni di raccomandati, così il calcio italiano non cresce»

Il problema del calcio italiano affonda le radici nei settori giovanili. Sandro Cois, intervistato da Fanpage.it, analizza senza filtri una situazione che, a suo dire, sta compromettendo la crescita dei talenti e il futuro della Nazionale.

Nel corso dell’intervista a Fanpage.it, Cois è diretto e tagliente: «Nei vivai è pieno di “raccomandati”. E ci chiediamo perché il calcio italiano è in crisi?». Una denuncia netta, che punta il dito contro un sistema dove troppo spesso prevalgono conoscenze e logiche personali rispetto al merito.


Sempre a Fanpage.it, Cois sottolinea come il ruolo degli allenatori nelle giovanili venga frequentemente interpretato nel modo sbagliato: «Gli educatori – e dico educatori non a caso – dovrebbero insegnare la tecnica e non guardare al risultato. Invece, vedi mister che si sentono Guardiola e, piuttosto che crescere calciatori, pensano alla loro carriera personale». Un passaggio che evidenzia la distanza tra quello che dovrebbe essere il compito formativo e la realtà quotidiana dei vivai.

L’ex centrocampista insiste anche sulla mancanza di professionalità e formazione adeguata. Come ribadisce a Fanpage.it: «Allenatori non ci si improvvisa». Un concetto semplice ma, secondo Cois, spesso ignorato in contesti dove l’accesso ai ruoli tecnici non è sempre basato su competenze certificate.

Nel suo intervento a Fanpage.it, Cois allarga poi il discorso alla struttura dei club, evidenziando l’assenza di una linea tecnica condivisa: «Se la prima squadra gioca a quattro in difesa, la Primavera non può giocare a tre». Un esempio concreto per spiegare come la mancanza di coordinamento penalizzi la crescita e l’inserimento dei giovani nel calcio professionistico.

Infine, Cois ribadisce a Fanpage.it un concetto chiave: il talento in Italia esiste, ma non viene valorizzato nel modo corretto. «Non è vero che non abbiamo ragazzi di talento, perché quelli ci sono, basterebbe saperli indirizzare…». Una riflessione che chiude il cerchio e rilancia una critica strutturale al sistema.

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Redazione Ilovepalermocalcio