La vittoria contro l’Arezzo ha restituito entusiasmo e fiducia alla Carrarese, che adesso si prepara ad affrontare una trasferta particolarmente impegnativa sul campo dell’Hellas Verona, in occasione della decima giornata del campionato di Serie B. Alla vigilia della sfida, il tecnico azzurro Guido Pagliuca è intervenuto in conferenza stampa, affrontando diversi temi: dalla crescita del gruppo alle condizioni degli infortunati, passando per le possibili scelte di formazione e il valore dell’avversario.
L’allenatore ha riconosciuto la forza della formazione veneta e il valore del tecnico Marco Baroni, ma ha anche ribadito la volontà della propria squadra di scendere in campo senza timori, con umiltà, determinazione e la voglia di misurarsi con avversari di alto livello.
Dopo la delusione di Palermo e la soddisfazione per il successo contro l’Arezzo, Pagliuca ha analizzato il percorso di crescita della Carrarese, soffermandosi anche sull’importanza dei calciatori che entrano a partita in corso.
«Credo che il percorso di crescita, considerando la giovane età della squadra e l’ambizione che deve esserci all’interno dello spogliatoio, passi attraverso il lavoro quotidiano. Un lavoro che mantiene tutti in competizione, in modo sano, perché ciascuno vuole giocare e conquistarsi il posto. Questo porta ad allenarsi sempre con intensità e concentrazione, mantenendo al tempo stesso leggerezza e divertimento. Così chi subentra può avere le idee chiare su cosa fare ed essere nelle migliori condizioni fisiche. Tutto questo permette alla squadra di riconoscersi in un gruppo nel quale tutti vogliono bene ai propri compagni. Anche chi non gioca dall’inizio, pur avendo il dispiacere di non essere titolare, si sente responsabile nei confronti di chi è in campo e di chi è chiamato a sostituire. Questa responsabilità che si è creata all’interno dello spogliatoio rappresenta, a mio avviso, il nostro valore aggiunto in questo momento».
Il tecnico è tornato anche sull’episodio del rigore concesso nel finale contro l’Arezzo, sottolineando la necessità di migliorare alcuni aspetti, prima di concentrarsi sulle difficoltà della prossima trasferta.
«Innanzitutto ci tengo a ringraziare i nostri tifosi per il sostegno durante la partita. La Curva Nord si è fatta sentire tantissimo, anche prima del gol, arrivato soltanto all’80’, e successivamente ha continuato a spingerci. I ragazzi si riconoscono in questo sostegno e per noi è fondamentale. Per quanto riguarda il Verona, sarà una partita molto difficile: affrontiamo una squadra fortissima, allenata da un tecnico altrettanto forte, che stimo a 360 gradi, sia come allenatore sia come uomo. Quando ho bisogno di un consiglio o di un confronto, è una delle prime persone che chiamo. So quanto sia bravo e quanto sarà complicato affrontare la sua squadra. Il rigore nel finale contro l’Arezzo è invece un dettaglio sul quale dobbiamo crescere. Essendo una squadra giovane, in quel momento avevamo la sensazione di avere la partita in mano. Anche sotto il profilo del possesso avevamo disputato una buona gara. Sono molto contento per i tifosi, per i ragazzi, che si sono meritati questa vittoria, e per la società, che ci mette sempre nelle migliori condizioni per lavorare. Tuttavia, dobbiamo migliorare alcuni aspetti: il pallone era molto lontano dalla zona in cui è stato commesso il fallo da rigore. Non me ne ero nemmeno accorto durante la partita, ho dovuto rivedere l’episodio al video. Da quell’analisi è emersa la necessità di prestare maggiore attenzione».
Pagliuca tornerà inoltre in panchina dopo la riduzione della squalifica, una possibilità che gli consentirà di stare nuovamente vicino alla squadra.
«È una situazione che non dovrebbe verificarsi, perché l’allenatore deve stare vicino alla squadra e cercare di aiutarla per quanto gli è possibile. I protagonisti principali restano sempre i giocatori: sono loro a valorizzare un’idea e un concetto di gioco, sono al centro di ogni progetto. Tuttavia, per quello che può fare, l’allenatore deve essere al loro fianco. Nelle ultime due domeniche non ho potuto farlo. Ringrazio la società per aver presentato il ricorso, che mi consente di recuperare una giornata e tornare vicino alla squadra una domenica prima. Non si tratta assolutamente di mettere in discussione l’operato dell’arbitro, ma semplicemente di recuperare una giornata e poter svolgere il mio ruolo accanto ai ragazzi. Siamo contenti di questa possibilità».
A un mese dal suo arrivo sulla panchina della Carrarese, l’allenatore ha tracciato un primo bilancio della propria esperienza, fornendo anche aggiornamenti sulle condizioni dei calciatori attualmente indisponibili.
«Per quanto riguarda gli indisponibili, Dogba non è ancora a disposizione. Belloni è in valutazione: oggi ha svolto per la prima volta un allenamento completo dopo una decina di giorni. Domenica aveva provato a partecipare al riscaldamento, ma poi si era dovuto fermare. È un ragazzo splendido, che ha fatto tutto il possibile per esserci, perché conosce l’importanza che riveste per noi. Vedremo se riusciremo a recuperarlo. Manca anche Bonfanti, ancora convalescente, mentre Vukcevic è sulla via del recupero: oggi ha svolto una parte dell’allenamento con il gruppo. Per il resto, se non sbaglio, sono tutti disponibili. Per quanto riguarda il mio primo mese, sono stato molto bene con tutti: con le persone che lavorano intorno alla squadra e con i ragazzi. Ho trovato un gruppo con grandi valori, nel quale mi sono riconosciuto immediatamente. Tutti, dalla società ai giocatori, hanno fatto il possibile per mettermi nelle migliori condizioni per inserirmi. È stato un mese in cui mi sono trovato bene, è volato e spero di aver portato il mio contributo, continuando a farlo anche in futuro».
La Carrarese è una delle squadre più giovani del campionato e, secondo Pagliuca, proprio il lavoro quotidiano e la voglia di migliorarsi rappresentano le basi del progetto. Il tecnico ha commentato anche l’esultanza di Topalovic dopo il gol contro l’Arezzo, evidenziando lo spirito che vuole trasmettere al gruppo.
«La squadra ha ancora tantissimi margini di miglioramento. È il gruppo più giovane del campionato e ha grandi ambizioni, perché tutti i ragazzi vogliono crescere e migliorare il proprio percorso. Il nostro obiettivo principale è cercare, attraverso il lavoro quotidiano, di aggiungere ogni giorno un piccolo tassello al percorso di crescita. È un concetto che condividiamo con i giocatori e proprio questa condivisione ci permette di lavorare con armonia, leggerezza e con il sorriso sulle labbra ogni volta che scendiamo in campo. È un sorriso contagioso, che coinvolge tutte le componenti, dalla società alla squadra, e ci permette di lavorare con quella serenità che tutti desiderano. Credo che in questo momento siano proprio la serenità e il sorriso delle persone che vivono quotidianamente il campo gli aspetti dominanti».
Tra gli altri argomenti affrontati in conferenza stampa anche la crescita di Belloni, impiegato prevalentemente sulla corsia sinistra, e le alternative a disposizione dell’allenatore in quel reparto.
«Innanzitutto sono molto contento di come sta crescendo Belloni, perché è un ragazzo che dimostra grande applicazione. Se riuscirà a migliorare gli aspetti sui quali sa di dover lavorare, potrà ambire anche a una categoria superiore, perché ha tutte le qualità per farlo. Per quanto riguarda le alternative, la squadra è completa in tutti i reparti e abbiamo almeno due soluzioni per ogni ruolo. Sulle corsie esterne possiamo contare su Steve e sugli altri giocatori che hai citato, compreso Reale, che può ricoprire quella posizione. Siamo coperti. È chiaro che le caratteristiche di Belloni, soprattutto la capacità di attaccare gli spazi e la sua fisicità, sono importanti per noi».
La Carrarese arriva alla sfida dopo tre impegni ravvicinati. Pagliuca sta valutando alcune modifiche alla formazione, senza però voler stravolgere gli equilibri costruiti nelle ultime settimane.
«Sicuramente la giovane età ci aiuta nel recupero e questo deve rappresentare un nostro punto di forza. Rispetto a una squadra composta da giocatori più esperti e avanti con l’età, abbiamo probabilmente una maggiore capacità di adattamento a tre impegni ravvicinati. Stiamo comunque valutando alcune modifiche. Dobbiamo capire fino a che punto intervenire, perché nel percorso di crescita rientra anche l’inserimento graduale di alcuni giocatori che ogni giorno, durante gli allenamenti, mostrano aspetti positivi. Dobbiamo essere bravi a individuare il momento giusto per inserirli oppure per dare continuità a quanto abbiamo costruito. Senza stravolgere nulla, valuteremo se effettuare qualche cambiamento».
L’allenatore ha inoltre parlato della possibilità di modificare il sistema di gioco durante la partita, anche attraverso l’impiego di tre attaccanti.
«Valutiamo sempre le caratteristiche dei giocatori. Avere a disposizione elementi che permettono di cambiare struttura durante la partita è sicuramente un aspetto positivo. Possiamo modificare l’assetto oppure posizionare alcuni giocatori in determinate zone del campo per recuperare spazi di gioco, magari sottraendosi alla pressione dell’avversario. Questo ci consente di creare situazioni nelle quali la palla può partire in maniera più pulita e si riesce a sviluppare maggiormente il gioco. Sono alternative che stiamo valutando».
Pagliuca ha riservato parole importanti anche a Nicolas Schiavi, considerato un elemento fondamentale non soltanto per il suo contributo tecnico, ma anche per il ruolo che ricopre all’interno dello spogliatoio.
«Nicolas non è importante soltanto come giocatore, ruolo nel quale il suo valore è indiscusso e che conoscete probabilmente meglio di me. È una persona che dà tantissimo. Per me, come allenatore, è fondamentale anche per il confronto quotidiano, così come lo sono Filippo Liana, Niccolò Belloni, Mattia Finotto e Nicolas Ravaglia. Sono giocatori che frequentano questo ambiente da tanto tempo e con i quali ho un dialogo continuo, dal quale cerco di trarre insegnamenti. Schiavi è importante non soltanto sul campo, ma anche fuori. Lo stimo come ragazzo e come persona, oltre che come calciatore: è un giocatore forte».
In chiusura, il tecnico azzurro è tornato sul rapporto con Marco Baroni e sulle difficoltà che la Carrarese dovrà affrontare contro l’Hellas Verona. Pagliuca ha riconosciuto l’identità di gioco della formazione veneta, ribadendo però la volontà di presentarsi all’appuntamento con grande determinazione.
«Baroni è un allenatore che sa far giocare molto bene le proprie squadre, che hanno sempre un’identità precisa e sanno cosa devono fare in campo. Questo rende ulteriormente complicata la nostra sfida. Dovremo presentarci con grande umiltà, ma anche con la consapevolezza di essere una squadra in crescita, con tante individualità e soprattutto un collettivo unito, giovane e ambizioso. Vogliamo andare a Verona con leggerezza, ma anche con la bava alla bocca, con il desiderio di competere contro una squadra forte. La parola che utilizziamo maggiormente all’interno dello spogliatoio è proprio competere. Vogliamo confrontarci con avversari che hanno uno status importante, considerando che molti dei giocatori del Verona nella scorsa stagione militavano in Serie A. Per noi sarà una sfida, un confronto, un’occasione per misurarci. Al termine della partita vogliamo poterci dire di essere stati competitivi contro una squadra forte. Se a questa prestazione riusciremo ad aggiungere anche il risultato, avremo un ulteriore elemento per proseguire nel nostro percorso di crescita».
La Carrarese si prepara dunque a una trasferta complicata, ma con entusiasmo e fiducia nei propri mezzi. Il messaggio di Pagliuca è chiaro: rispetto per l’avversario, umiltà e determinazione. L’obiettivo è competere contro una squadra di grande valore e continuare il percorso di crescita intrapreso.