È un momento che il Venezia definisce storico e che guarda ben oltre l’attualità del campionato. In conferenza stampa, il direttore sportivo Filippo Antonelli ha tracciato un bilancio complessivo del progetto arancioneroverde, partendo dalle basi societarie fino alle scelte tecniche dell’ultima sessione di mercato.
«È un momento storicamente importante per il Venezia. Non so quando succederà, ma il nostro board si amplierà e si stanno avvicinando diversi imprenditori importanti. Abbiamo un centro sportivo di proprietà, sta per sorgere il nuovo stadio, abbiamo fatto investimenti e i conti migliorano sempre più. Puntiamo a un futuro roseo in pianta stabile in Serie A», ha spiegato Antonelli, chiarendo anche una voce di mercato: «Johnsen? Non mi piacciono i ritorni, non ho mai avuto l’intenzione di prenderlo».
Il mercato è chiuso, ma il lavoro non si ferma. «Il campionato non ci aspetta e abbiamo subito una sfida che ci misura. Abbiamo fatto una sessione con le idee chiare e con la voglia di portare il Venezia nella massima serie. Questo progetto parte da lontano: lo scorso anno abbiamo combattuto fino alla fine e ringrazio la proprietà e il mio staff per il supporto. Ho potuto operare con velocità, ed è questo il cambiamento più importante rispetto al passato».
Grande fiducia anche nel lavoro di Stroppa. «Volevamo dare continuità e solidità per rendere orgogliosi i tifosi. Il trend positivo dei risultati dimostra che la linea è quella giusta. Stroppa sta facendo un lavoro importante e i risultati lo confermano».
Antonelli ha poi illustrato le operazioni in entrata e la visione a medio-lungo termine. «Abbiamo inserito Dagasso, Lauberbach, Ligue, Farji, Panada e Fanne. Abbiamo lavorato anche in prospettiva con giovani come Fila, Condé e Altare. Approfitto per fare un in bocca al lupo ai ragazzi mandati in prestito».
Capitolo Nicolussi Caviglia: «Abbiamo interrotto il prestito con la Fiorentina, non è andata come speravamo. Il Parma ha mostrato interesse e abbiamo inserito un obbligo di riscatto in caso di salvezza». Poi una riflessione più ampia: «In questi giorni mi sono chiesto a che punto siamo arrivati: abbiamo fatto tanta strada, ma dobbiamo continuare a crescere. La classifica oggi ci sorride grazie al lavoro duro, basato su tre principi: equilibrio, lavoro e cura dei dettagli».
Antonelli ribadisce la filosofia del club: «Noi saremo i più forti solo quando avremo raggiunto il traguardo. Per me il Venezia non è una categoria, ma un progetto e un sogno da realizzare».
Sulle mancate operazioni e sulle scelte offensive: «Ambrosino? Non ci sono stati i tempi corretti. Lauberbach non è una seconda scelta, così come Lion. Non vogliamo più ripetere dinamiche viste l’anno scorso». Nessuna offerta concreta per Doumbia: «Con gli agenti abbiamo deciso di rimandare tutto a giugno».
Infine i rinnovi e le dinamiche interne: «Abbiamo lavorato sui rinnovi di Busio e Svoboda, così come su Haps abbiamo fatto la nostra offerta. Mi è dispiaciuto in passato che si sia parlato di imposizioni all’allenatore: non ho mai imposto nulla. In estate avevamo individuato Felici per la sinistra, poi ci sono stati proposti altri profili che però non avrebbero alzato il livello».
Un messaggio chiaro, che conferma come il Venezia stia costruendo il proprio futuro passo dopo passo, con l’obiettivo dichiarato di rendere la Serie A una dimensione stabile.