Il Mantova può essere la grande sorpresa della Serie B. In un campionato abituato a sovvertire pronostici e gerarchie, la formazione guidata da Francesco Modesto si è presa la vetta con 10 punti, gli stessi del Palermo, costruito invece con dichiarate ambizioni di vertice. È ancora presto per capire dove potranno arrivare i lombardi, ma identità, risultati e continuità autorizzano la città a sognare quella Serie A che manca da 54 anni.
Come sottolinea Gianluca Scaduto su Tuttosport, quasi ogni stagione il torneo cadetto propone una formazione inattesa capace di inserirsi nella lotta per i primi due posti. Nella passata annata era stato il Frosinone di Alvini, partito lontano dai favori del pronostico e poi capace di conquistare la promozione. Questa volta il ruolo della sorpresa potrebbe appartenere proprio al Mantova.
Mantova insieme al Palermo: decisiva l’identità
I dieci punti conquistati nelle prime quattro giornate non sono considerati casuali. Il Mantova ha raccolto tre vittorie e un pareggio e soprattutto ha mostrato una precisa identità di gioco.
Le basi erano state poste già nella parte conclusiva della scorsa stagione. Francesco Modesto, ex giocatore e allenatore cresciuto anche alla scuola di Gasperini, aveva raccolto la squadra da Possanzini durante il campionato. Il precedente tecnico, oggi al Südtirol, aveva riportato il Mantova in Serie B nel 2024, ma il suo ciclo si era poi concluso.
Modesto ereditò una formazione in difficoltà e riuscì a condurla verso una salvezza brillante grazie a un finale di campionato ricco di punti.
Come ricorda Gianluca Scaduto su Tuttosport, proprio il Mantova finì per assumere un ruolo importante nella corsa alla promozione diretta. Alla penultima giornata superò il Monza di Bianco, complicandone la strada verso i primi due posti, anche se successivamente i brianzoli riuscirono a salire in Serie A attraverso i playoff.
Dalla Lazio eliminata alla partenza da capolista
L’unica vera pausa arrivò all’ultima giornata, quando il Mantova, dopo aver già festeggiato la salvezza durante la settimana, perse 5-0 contro il Frosinone, che conquistò così la promozione in Serie A.
Da quel momento, però, la squadra di Modesto non si è più fermata. I primi segnali della nuova stagione sono arrivati già in Coppa Italia.
Il Mantova è riuscito infatti a eliminare la Lazio all’Olimpico, regalando una notte da ricordare ai circa duemila sostenitori lombardi arrivati nella Capitale. Un risultato che ha dato ulteriore fiducia alla squadra in vista del campionato.
La partenza in Serie B ha confermato quelle sensazioni: tre successi e un pareggio hanno portato i lombardi in testa insieme al Palermo.
Ruocco trascina il Mantova
Uno dei simboli dell’avvio è Francesco Ruocco. Il trequartista venticinquenne è andato a segno in tutte le prime sei partite stagionali del Mantova, considerando anche i due impegni di Coppa Italia: sei presenze e sei reti.
Secondo Gianluca Scaduto su Tuttosport, sono numeri che stanno facendo riemergere in città il sogno di una Serie A assente da 54 anni.
Per i sostenitori più anziani il pensiero corre inevitabilmente al Mantova che tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, con Edmondo Fabbri in panchina, si guadagnò l’appellativo di “Piccolo Brasile”.
La realtà attuale è naturalmente differente, ma il calcio è tornato a coinvolgere una città che negli ultimi anni ha attraversato momenti molto complicati. Già il ritorno in Serie B dopo 14 anni rappresentava un traguardo significativo, soprattutto considerando le due rifondazioni e i passaggi tra i Dilettanti.
Contro il Pisa un nuovo esame
Adesso arriva un’altra prova significativa. Domenica al Martelli sarà di scena il Pisa di Bianco, reduce dalla pesante sconfitta casalinga per 4-1 contro l’Entella.
La pressione sarà soprattutto sui toscani, perché un altro risultato negativo potrebbe allontanarli ulteriormente dalle posizioni di vertice. Per il Mantova, invece, sarà l’occasione per capire quanto possa essere concreto questo sorprendente avvio.
Come conclude Gianluca Scaduto su Tuttosport, un’altra conferma potrebbe persino attribuire alla partita il significato simbolico di un passaggio di consegne tra una formazione proveniente dalla Serie A e un Mantova che comincia a chiedersi fin dove possa spingersi.
Il campionato è appena iniziato e le gerarchie possono ancora cambiare profondamente. Ma una certezza c’è già: insieme alla corazzata Palermo, in cima alla Serie B c’è un Mantova che ha restituito entusiasmo alla propria città e che vuole continuare a stupire.