La Sampdoria ha cambiato volto sul mercato e adesso attende risposte dal campo. A tracciare il bilancio della campagna acquisti blucerchiata è Jesper Fredberg, CEO dell’area football, intervistato da Marco Bisacchi per Tuttosport. Dal mercato degli svincolati agli infortuni dei nuovi arrivati, passando per Corradi, Vindahl e le ambizioni stagionali: Fredberg difende le scelte effettuate e chiede tempo per vedere la nuova squadra esprimersi al meglio.
Avete preso molti svincolati. Bravi voi a convincerli o forse per loro non c’era la coda?
«Siamo stati bravi a prendere i calciatori che volevamo, siamo felici di averli presi. In quasi tutte le situazioni c’era una competizione con altri club. Giocatori scelti per il loro valore e per le nostre esigenze».
Tanti nuovi innesti, Lauritsen, Ravanelli e Meijer, sono fuori.
«È vero. Ci sono stati problemi fisici. Si valuta caso per caso. Dipende anche dal percorso che hanno fatto in estate quando non erano con noi. Abbiamo puntato su giocatori di qualità accettando il fatto che ci volesse più tempo per vederli in campo».
Fredberg: “Su Vindahl abbiamo aspettative”
Capitolo portiere: perché non puntare su Krastev?
«Abbiamo un buon gruppo di portieri. Krastev è un giovane a cui abbiamo rinnovato il contratto. Massolo conosce bene la Sampdoria. Su Vindahl abbiamo un’aspettativa di un certo livello. Ci sono state situazioni in cui avrebbe potuto fare di più ma bisogna capire che è appena tornato da un infortunio. Aspettiamo che torni al suo livello. Il titolare però è chi dimostra in settimana di essere il miglior portiere».
Verschaeren è finora uno degli innesti più interessanti.
«Un giocatore molto bravo. Lo conoscevo già dall’Anderlecht. Sono molto contento che sia venuto con un contratto di diversi anni. Fa parte della strategia anche il fatto di prendere giocatori a lungo termine. Abbiamo solo tre prestiti».
Rispetto al lavoro dell’ex ds Mancini avete ripreso Viti e Begic.
«Non tutto quello che è stato fatto l’anno scorso era da buttare. E ricordiamoci che nello scorso mercato di gennaio c’ero anche io».
“Corradi sa ottenere il massimo dai giocatori”
Perché la scelta di Bernardo Corradi?
«Corradi non è stato scelto perché lavora coi giovani ma perché è un allenatore che sa ottenere il massimo dai giocatori. Non esiste una strategia pensata nel non scegliere i giovani italiani, bensì quella di puntare su giocatori subito pronti a rendere al meglio».
Lauritsen è indisponibile e Tutino arriva da stagioni deludenti. Ci si aspettava un altro attaccante.
«Siamo molto contenti di aver preso Lauritsen, profilo molto forte. Siamo dispiaciuti che ora sia infortunato, speriamo torni presto. Il nostro attacco non è solo Lauritsen e Tutino. Abbiamo Insigne, Begic, Sinani e Verschaeren. Ci saremmo mossi nel reparto se uno dei giocatori fosse uscito. Ma quando tutti saranno rientrati saremo a posto».
Il mancato passaggio di Riccio all’Empoli ha fatto saltare un rinforzo in attacco?
«Sono due questioni non direttamente legate, però in una finestra di mercato devi capire chi entra e chi esce. Ma la squadra è interessante. Abbiamo giocatori doppi in ogni ruolo».
“Makoumbou ha caratteristiche diverse”
Avete tre terzini destri e il solo Cicconi a sinistra, considerando l’indisponibilità di Meijer.
«Bella osservazione. Ma Mbabu quando sarà pronto potrà giocare anche a sinistra. E Depaoli può essere impiegato in più ruoli».
Il centrocampo ha mostrato un passo lento. Makoumbou può risolvere il problema?
«Questa è una delle ragioni per cui è stato preso Makoumbou. Un profilo diverso rispetto ai giocatori che abbiamo».
State pensando ad altri svincolati?
«Se il mercato offrirà delle opportunità valide ci si può pensare. Ma non dobbiamo comprare tanto per comprare».
“Vogliamo lottare per qualcosa, non per evitare qualcosa”
Il passaggio più significativo dell’intervista di Fredberg a Tuttosport riguarda gli obiettivi della nuova Sampdoria.
Dopo la scorsa stagione, dove può arrivare questa squadra?
«L’ambizione è quella di vincere molto di più rispetto all’anno scorso. E cercare di stare in alto in classifica, per lottare per qualcosa e non per evitare qualcosa. Però vi dico una cosa che non vi piacerà: ci vorrà un po’ di tempo per crescere».
Come procede il lavoro con Branco e Ariaudo?
«Con Branco va molto bene. Ha aiutato la sua esperienza. E penso anche ad Ariaudo come direttore tecnico. Alla fine c’è sempre una persona che prende le decisioni, comunque condivise».
Infine, Marco Bisacchi su Tuttosport affronta con Fredberg il tema della contestazione dei tifosi.
I tifosi la contestano già dalla scorsa stagione.
«Questa cosa mi rende triste. Lavoro nel calcio perché voglio dare qualcosa di positivo. È una cosa a cui non mi abituerò mai. L’esperienza dell’anno scorso mi ha fatto imparare molte cose».