SERIE B

Polito: «Col Palermo potevamo vincere con uno scarto maggiore, al Barbera abbiamo sfidato un popolo»

La stagione del Catanzaro si è conclusa a un passo da un’impresa che avrebbe avuto del clamoroso, ma il percorso dei giallorossi continua a essere uno dei migliori esempi di crescita e programmazione della Serie B. Intervistato da Alessio Alaimo per TuttoMercatoWeb.com, il direttore sportivo Ciro Polito ha ripercorso l’annata appena conclusa, affrontando anche il tema del proprio futuro, quello di Alberto Aquilani e dei principali protagonisti della squadra.

Ripensando al cammino che ha portato il Catanzaro fino alla finale playoff, Polito ha spiegato come la convinzione di poter raggiungere la Serie A fosse cresciuta progressivamente nel corso della stagione.


«Da tre-quattro mesi avevo iniziato a pensare che potevamo andare in Serie A. Ai miei calciatori dicevo che se fossimo arrivati ai playoff poi avrei voluto vincerli. Ho sempre creduto che non avremmo fatto la comparsa. La squadra di domenica in domenica ha mostrato una crescita costante. Una volta approdati ai playoff, battuto l’Avellino le mie certezze erano aumentate».

Un percorso culminato nella doppia sfida contro il Palermo, che per Polito ha rappresentato una delle pagine più belle della stagione. Come raccontato ad Alessio Alaimo per TuttoMercatoWeb.com, il direttore sportivo ha elogiato la prova di carattere mostrata dai giallorossi.

«La vittoria sul Palermo all’andata poteva anche essere più larga, al ritorno al Barbera i ragazzi erano soli contro un popolo e hanno reagito con grande carattere, ci hanno messo il cuore sapendo che sarebbe stata una partita difficile».

Più amaro il ricordo della finale contro il Monza, sfuggita soltanto per il regolamento che premia la migliore classificata nella stagione regolare. Polito non nasconde qualche perplessità sulla formula.

«Venivamo dalla partita di Palermo che era stata dispendiosa. Mi ero battuto per far capire che l’importante era non compromettere la partita già all’andata. Abbiamo avuto delle occasioni, il 2-0 è stato un po’ eccessivo. Al ritorno però abbiamo messo tutto: cuore, valori, grinta, contro una squadra fuori categoria. E anche se non siamo andati in Serie A, per come abbiamo reagito e dato tutto vincendo per 2-0, è come se avessimo vinto. Abbiamo perso per la regola perché abbiamo vinto con lo stesso punteggio dell’andata. E mi chiedo: va bene che il Monza ha fatto più punti di noi, ma perché al primo turno ci sono i supplementari e in finale non posso giocarmela trenta minuti in più?».

L’intervista concessa ad Alessio Alaimo per TuttoMercatoWeb.com si è poi concentrata sul futuro del dirigente, accostato a diversi club di Serie A dopo l’ottimo lavoro svolto in Calabria.

«A fine partita ero talmente teso che ho detto che il calcio è giusto che mi torni qualcosa. Ma non era presunzione. Quando ci metti anima e corpo vuoi sempre ottenere di più. Ho preso l’Ascoli a cinque punti e ci siamo salvati con una giornata d’anticipo, a Bari ci siamo giocati la finale e l’anno dopo è stato più difficile ma abbiamo salvato la stagione, ho sempre dato tutto. Se un giocatore fa bene sale di categoria, l’allenatore pure. Ho avuto grandi proprietà che mi hanno fatto stare bene, a volte mi fanno passare per arrogante ma chi mi conosce sa bene che uomo sono. Un altruista nato. Rispetto le persone».

Sulle possibilità di lasciare il Catanzaro, Polito mantiene la massima prudenza ma non chiude le porte a un eventuale salto nella massima serie.

«Mi sono preso una settimana perché in queste situazioni bisogna essere lucidi. Se arrivasse una Serie A chi potrebbe negarsi? Ci sono state tante chiacchiere. Oggi il mio pensiero però è rivolto al Catanzaro. La prossima settimana mi confronterò con il presidente».

L’esperienza vissuta a Bari, dove dopo aver sfiorato la promozione arrivò una stagione molto più complicata, rappresenta per lui un insegnamento importante.

«Abbiamo ricevuto tanti elogi, tanti apprezzamenti. Ma dobbiamo essere lucidi, non voglio ragionare di cuore. L’ho fatto già a Bari. Voglio ragionare a mente fredda. Quando arrivi ad una finale così, poi il livello bisogna alzarlo tutti. La mia proprietà è fisica, fa i sacrifici. Non è un fondo. Ma qualcosa bisogna fare».

Per questo motivo il dirigente individua già alcune priorità per il futuro del club.

«Sappiamo che bisogna blindare i big. Quindi Pigliacelli, Pontisso, Petriccione, Pittarello e così via. Perché arrivando lì, il mercato chiama».

Tra i giocatori che più hanno impressionato Polito c’è senza dubbio Liberali, considerato un talento destinato a una carriera importante.

«Non c’entra niente con la Serie B. Va tutelato. Il calcio italiano ha bisogno di calciatori come lui».

Parole importanti anche per Alberto Aquilani, finito nel mirino di diversi club di Serie A dopo il brillante lavoro svolto a Catanzaro.

«È un allenatore top, con un po’ di coraggio nei panni di una grande squadra gli affiderei qualsiasi panchina. Normale fare delle considerazioni. In Serie B la sua priorità è il Catanzaro. Sono convinto che ci penserà bene prima di prendere una decisione. Se gli apprezzamenti ricevuti si concretizzassero sarebbe giusto fare il salto. Ma con lui potremmo ripartire forte».

Infine un passaggio sul Bari, retrocesso in Serie C, una realtà che Polito conosce bene e alla quale resta particolarmente legato.

«Fa male. Sono arrivato in un momento di difficoltà e siamo andati su, al secondo anno per poco non siamo andati in Serie A. E il terzo anno ci siamo portati dietro le scorie della stagione precedente, ho fatto qualche errore perché non sbaglia soltanto chi non opera. Il Bari in C non si può vedere, spero torni presto dove merita».

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Redazione Ilovepalermocalcio