Rosario Pergolizzi torna a parlare di Lorenzo Lucca, l’attaccante che aveva allenato e lanciato durante la sua esperienza sulla panchina del Palermo. L’ex tecnico rosanero ha analizzato il momento difficile vissuto dal centravanti al Napoli, soffermandosi sulle sue caratteristiche tecniche, sulla personalità e sulle possibili soluzioni per aiutarlo a ritrovare continuità.
Intervistato in esclusiva da Lorenzo Di Benedetto per Tuttomercatoweb, Pergolizzi ha ricordato anche gli inizi dell’attaccante in Sicilia, quando il giovane Lucca riuscì a conquistare la fiducia dello spogliatoio e dell’allenatore.
Pergolizzi ricorda Lucca al Palermo: «Ci aiutò a vincere il campionato»
Come ha conosciuto Lorenzo Lucca e com’era quando lo allenava a Palermo?
«Lorenzo è arrivato da noi dopo aver fatto un percorso tra Torino e Vicenza. Prima era stato al Torino, poi era andato a Vicenza, dove però stava giocando poco. Noi lo abbiamo preso dal Vicenza tramite Castagnini ed è arrivato a Palermo in Serie D quell’anno».
A Palermo si capì subito che aveva qualità superiori alla categoria?
«Assolutamente. Anche perché si è ritrovato in un Palermo che era stato costruito con giocatori importanti, in una piazza importante. Lui, con la sua personalità e la voglia di fare, conquistò la fiducia della squadra e anche la mia. Automaticamente iniziò a giocare. Quell’anno ci diede una grossa mano a vincere il campionato e poi rimase a Palermo, dove riuscì a segnare anche gol importanti. Da lì iniziò la carriera di Lorenzo».
«Lucca ha una sensibilità incredibile, bisogna saperlo prendere»
Nel corso dell’intervista a Tuttomercatoweb, Pergolizzi ha poi affrontato le difficoltà che Lucca sta incontrando con la maglia del Napoli, dopo il percorso che lo ha portato a giocare anche con Pisa, Ajax e Udinese.
Le difficoltà attuali dipendono dalla pressione dell’investimento o dall’ambiente napoletano?
«Bisogna dire che Lorenzo è un ragazzo di grande personalità. Lo ha dimostrato anche a Udine, ricordiamo la vicenda del rigore. Può sembrare scorbutico, ma se ci lavori e gli stai vicino scopri un ragazzo di una sensibilità incredibile. Lui vuole mostrare questa sua personalità, che a volte può anche risultare antipatica. Invece, se riesci a prenderlo nella maniera giusta, scopri tutta la sua sensibilità. E soprattutto è fondamentale sfruttarlo per le caratteristiche che possiede».
Pergolizzi ha sottolineato anche la particolarità del profilo dell’attaccante, classe 2000, dotato di una struttura fisica non comune nel calcio italiano.
Secondo l’ex allenatore del Palermo, inserirsi in una società ambiziosa come il Napoli non è semplice, soprattutto per un calciatore che necessita di un sistema di gioco adatto alle proprie caratteristiche.
Pergolizzi: «Lucca non è Hojlund, sono due attaccanti completamente diversi»
Uno dei passaggi centrali dell’intervista riguarda il confronto tra Lucca e Rasmus Hojlund.
In cosa differiscono i due attaccanti?
«Lucca non è Hojlund. Hanno caratteristiche diverse. Hojlund è uno che, oltre a saper giocare il pallone, attacca la profondità. È un giocatore che ti permette di abbassarti perché ha gamba, riparte e riesce a portarti dall’altra parte del campo. Lucca, invece, è un giocatore predisposto a fare sportellate, anche se a volte le fa male, ma soprattutto è abituato a stare dentro l’area di rigore. Sono due cose completamente diverse. Se lo paragoniamo a Hojlund per quelle caratteristiche, non c’entra niente».
Pergolizzi ritiene quindi che il centravanti italiano abbia bisogno di essere utilizzato valorizzando le proprie qualità, senza pretendere che interpreti il ruolo nello stesso modo del danese.
Come emerge dalle dichiarazioni raccolte da Lorenzo Di Benedetto per Tuttomercatoweb, l’allenatore invita a non giudicare prematuramente un attaccante che deve ancora completare il proprio percorso di crescita.
«Mandarlo a giocare altrove potrebbe essere una soluzione»
Pergolizzi ha poi affrontato il tema della continuità e delle possibili scelte per il futuro di Lucca.
«Lucca ha altre qualità e in questo momento essere l’alternativa a Hojlund non è facile. Secondo me, con il tempo, utilizzandolo come seconda o terza punta, avrà modo di mettersi sicuramente in evidenza. Ci vuole tempo».
L’ex tecnico rosanero ha ricordato come anche centravanti importanti, tra cui Vieri, Toni e Scamacca, abbiano attraversato momenti complicati durante la crescita.
«Come tutti i giovani, anche Lorenzo ha bisogno di tempo. Non è un problema di personalità o di carattere. Probabilmente, se lo mandassero a giocare da qualche parte per poi farlo tornare, potrebbe essere una soluzione».
Una possibilità, dunque, senza che Pergolizzi voglia interferire nelle decisioni tecniche del Napoli.
Consiglierebbe a Lucca di cambiare squadra a gennaio per giocare con maggiore continuità?
«Se dovessi dargli un consiglio, glielo darei sul piano personale, per quello che ho conosciuto di lui come ragazzo. Sulle scelte tecniche, su chi lo allena e sull’ambiente in cui si trova, sinceramente non posso dare indicazioni».
«Lucca deve sentirsi importante, sono convinto che ne verrà fuori»
Nella parte conclusiva dell’intervista esclusiva a Tuttomercatoweb, Pergolizzi è tornato sull’aspetto umano e sulla necessità di sostenere l’attaccante in una fase delicata.
Che cosa potrebbe aiutarlo a ritrovare fiducia?
«Lorenzo è fatto così. Ripeto, ha bisogno di aiuto e di sentirsi importante. Sono convinto che riuscirà a venirne fuori. Anch’io, avendolo allenato, mi chiedo come mai in questo momento abbia perso questa confidenza con il gol. A volte lo vedo involuto, fa fatica anche negli spostamenti e nei movimenti. Probabilmente bisognerebbe capire che cosa prova, quali sensazioni ha».