Tribunale federale verso il verdetto. Multiproprietà: Bari fiducioso sul sì al ricorso

L’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport” si sofferma sul ricorso del Bari in merito al caso Multiproprietà e lo fa intervistando l’avvocato Grassani.

De Laurentiis, primo verdetto. Oggi finalmente si discuterà presso il Tribunale federale il ricorso presentato dall’avvocato Mattia Grassani per conto di Aurelio e Luigi De Laurentiis che attraverso la FilmAuro detengono la proprietà del Napoli e del Bari.

Avvocato Grassani, la decisione potrebbe già arrivare in giornata? «Sì, considerato che non sono stati richiesti particolari mezzi istruttori, credo che il procedimento di primo grado vedrà la sua conclusione con l’udienza odierna e sempre oggi, o domani, sarà pubblicato il dispositivo».

C’è il pericolo un nuovo rinvio? «Apparentemente no. Per quanto ci riguarda non abbiamo chiesto differimenti, intendendo giungere a una decisione in tempi celeri».

La famiglia De Laurentiis si ritiene fortemente danneggiata dall’introduzione di una norma capestro che rischia di vanificare i pesanti investimenti fatti finora nel Bari per diverse decine di milioni dio euro.
«Credo ne abbia ben donde. Del resto, nel 2018, quanto la FIGC attribuì il titolo sportivo alla SSC Bari controllata da Filmauro, non esisteva alcuna limitazione oltre a quella del divieto di partecipare alla medesima categoria. Allo stesso modo, nei tre anni successivi, quanto la SSC Bari è stata ammessa al campionato di Serie C, sono state formulate riserve dalla FIGC che, infine, perfino il 7 maggio 2021, allorquando modificò la norma sulle multiproprietà, specificò che per le situazioni preesistenti avrebbe continuato ad applicarsi il precedente regime normativo. E dunque non ci sarebbero state limitazioni temporali. Salvo poi cambiare idea il 1 ottobre scorso».

Una storia tutta italiana la legittimità e la costituzionalità di una delibera che ha cambiato le regole in corsa imponendo il termine ultimo del 30 giugno 2024? «A nostro avviso i profili di illegittimità riguardano principi generali del diritto italiano, anche costituzionale, e comunitario. Tanto che nel nostro ricorso abbiamo citato anche una decisione della Commissione UE del 2002, a firma di Mario Monti, che, investita di decidere sull’unico caso di multiproprietà nel calcio sottoposto alla valutazione degli organi comunitari (Enic Plc, all’epoca socio di Glasgow Rangers, Basilea, Vicenza, Slavia Praga, AEK Atene), affermò che il principio di integrità delle competizioni avrebbe prevalso su quello di libertà economica dei privati soltanto nel caso in cui – ritenuto dunque illegittimo – due club riconducibili al medesimo soggetto avessero partecipato alla medesima competizione».

L’illegittimità della norma potrebbe essere più facilmente accolta dai tribunali ordinari? «Personalmente ho grande fiducia negli organi di giustizia sportiva, per cui mi attendo una decisione favorevole fin dai gradi di giudizio federali».

Ma c’è il tempo di percorrere tutti i gradi della giustizia in soli due anni? «Certamente i gradi della giustizia sportiva, Coni incluso, si concluderanno abbondantemente prima dei due anni. Vediamo se dovesse esserci una appendice in sede statuale, che comunque, quantomeno con riferimento agli organi di giustizia amministrativa, investirebbe tempistiche non troppo dilatate».

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Redazione Ilovepalermocalcio