Valerio Antonini guarda oltre Trapani. Il presidente granata, in una lunga intervista rilasciata ad Alessio Alaimo per TuttoMercatoWeb, ha parlato del futuro del calcio e del basket, annunciando il progetto di trasferire il grande basket a Palermo e confermando l’interesse per l’acquisizione di un club di Serie B, individuato nel Cesena. Nel corso della chiacchierata non sono mancati attacchi al sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, critiche alla giustizia sportiva e una stoccata al presidente della Lazio Claudio Lotito.
Antonini ha tracciato un bilancio dell’ultimo anno, definendolo segnato dalle difficoltà: «Un anno in cui è emerso tutto lo sporco che c’è nello sport. Queste ultime settimane stanno rendendo giustizia. La FIGC dopo il fallimento del terzo Mondiale consecutivo ha cambiato presidente, la Federazione di Pallacanestro è allo sbando totale. Si stanno allineando i satelliti perché ci sia una rivisitazione del sistema nazionale. La giustizia sportiva per me è diventata l’ingiustizia».
Sul possibile ritorno tra i professionisti attraverso il ripescaggio, il numero uno del Trapani si è detto fiducioso: «Ci credo e valorizzo questo credo in 430 mila euro, costi che ho sostenuto finora. La Sentenza Agnelli dimostra che così com’è organizzata la giustizia sportiva è priva di ogni diritto per chi deve ottenere una giusta sentenza».
Antonini ha poi ammesso di aver sottovalutato il sistema italiano: «Devo fare mea culpa. Ho vissuto dieci anni all’estero e avevo perso completamente ogni contatto con la realtà italiana. Questo sistema è più africano che europeo».
Uno dei passaggi più duri riguarda il rapporto con la città di Trapani e con l’amministrazione comunale: «Sono stato costretto a portare via la squadra da Trapani. Davo fastidio, non faccio accordi con nessuno e non pago mazzette. Mi hanno tolto il palazzetto e mi hanno cacciato dallo stadio, privando la città della propria squadra».
Antonini indica direttamente il responsabile: «Giacomo Tranchida. Il sindaco di Trapani. Questo gli costerà la carriera politica a Trapani perché non ha più credibilità agli occhi dei trapanesi».
Sul futuro del basket, il presidente granata rilancia con decisione il progetto Palermo: «Palermo è una città straordinaria, portare uno sport professionistico come il basket nel capoluogo siciliano è una realtà che va cavalcata. Se riuscirò ad avere il titolo sportivo porterò il grande basket a Palermo».
Nel corso dell’intervista arriva anche la conferma dell’interesse per il Cesena: «Il Cesena mi piace molto, posso confessare che abbiamo avanzato una lettera di intenti ufficiale. Non spetta a me dire sì o no ma alla proprietà attuale. Se la trattativa non dovesse andare bene avrei già un’alternativa. Cesena però mi piace tanto, è una società storica».
Antonini si è espresso anche sul tema delle multiproprietà: «Oggi la multiproprietà, considerata la carenza di imprenditori che investono, è un fatto dovuto. Il problema è come regolamentarla».
Spazio poi alla Lazio e a Claudio Lotito: «Per Lotito ho una grande simpatia, ma deve fare una riflessione profonda su ciò che sta succedendo alla Lazio. Da uomo intelligente qual è deve cominciare a pensare a dismettere un impegno che rappresenta perdita di consensi e risorse».
Ancora più dura la replica sull’investimento di Lotito nella Reggina: «Credo lo abbia fatto solo per quello. A Lotito della Reggina e di Reggio Calabria non frega niente. Come non gli fregava niente della Salernitana. Lo fa per una situazione elettorale».
Sulla Lazio, Antonini non nasconde il sogno: «Discorsi ufficiali non ce ne sono mai stati, ma il sogno è quello».
Parlando di dirigenti, promuove Giovanni Sartori e Giovanni Manna: «Quello che ha fatto meglio negli ultimi dieci anni è certamente Sartori. Mi piace molto anche Manna». Bocciatura invece per Frederic Massara, Cristiano Giuntoli e Angelo Fabiani: «Fabiani ha fatto un disastro».
Tra gli allenatori, il preferito è Fabio Grosso: «Ha fatto un lavoro straordinario a Frosinone», mentre su Vincenzo Torrente usa toni ironici: «Ho pensato che visto che non faceva un cazzo per un anno gli avrebbe fatto bene al corpo venire a prendere un po’ di sole a Trapani».
Infine, sul futuro del Trapani, Antonini è pessimista: «Così com’è non c’è la minima speranza che a Trapani ci possa essere professionismo. Mi vedo in una realtà seria, cosa che Trapani evidentemente non è».