PALERMO –
Diventa di fatto impossibile il passaggio di Matteo Tramoni al Palermo. Quello che era il primo obiettivo individuato per sostituire Brunori esce di scena dopo giorni di attesa e di silenzi che hanno convinto tutte le parti a rinunciare. Il Pisa aveva fissato il prezzo a 6 milioni di euro: il Palermo ha presentato una prima offerta senza ricevere risposta e successivamente ne ha formalizzata una seconda, arrivando esattamente a quella cifra. Anche in questo caso, però, dal club nerazzurro non è arrivato alcun segnale, come scrive Nicola Binda sulla Gazzetta dello Sport.
Nonostante il via libera ottenuto per trattare direttamente con il giocatore, la situazione non si è sbloccata. Il Palermo ha incontrato Tramoni e gli ha presentato una proposta economica molto vantaggiosa, che il fantasista corso avrebbe accettato. Un passaggio che sembrava poter avvicinare la chiusura, ma che si è invece rivelato insufficiente di fronte al silenzio del Pisa, interpretato come una chiusura definitiva, secondo quanto riportato da Nicola Binda sulla Gazzetta dello Sport.
A questo punto, la dirigenza rosanero ha scelto di non proseguire oltre. L’assenza di una risposta ufficiale, anche dopo aver soddisfatto la richiesta economica del club toscano, ha spinto il Palermo a cambiare strategia e a concentrarsi su altre soluzioni. Tramoni, dal canto suo, chiederà ora un adeguamento del contratto con il Pisa, alla luce dell’offerta ricevuta e dell’interesse dimostrato, racconta ancora Nicola Binda sulle colonne della Gazzetta dello Sport.
Il mercato del Palermo, dunque, torna a spostarsi con decisione su Dennis Johnsen. La Cremonese non ha ritenuto congrua la prima proposta presentata dai rosanero, ma è atteso un nuovo rilancio nei prossimi giorni. Una pista che resta aperta e che potrebbe diventare la principale nelle ore finali della finestra invernale, come sottolinea Nicola Binda sulla Gazzetta dello Sport.
Il capitolo Tramoni si chiude così senza un epilogo positivo per il Palermo: una trattativa lunga, complessa e logorante, conclusa non da un rifiuto esplicito ma da un silenzio che ha fatto la differenza.