Tony Pitony arriva a Palermo sull’onda di una popolarità improvvisa e travolgente. Come raccontano Irene Carmina e Isabella Di Bartolo su la Repubblica Palermo, il cantante siracusano – all’anagrafe Ettore Ballarino – è diventato in pochi giorni uno dei personaggi più discussi della scena musicale italiana dopo la partecipazione al Festival di Sanremo.
Il concerto in programma questa sera al teatro Golden, alle 21.30, è andato esaurito in poche ore. Irene Carmina e Isabella Di Bartolo su la Repubblica Palermo descrivono un’attesa febbrile attorno all’artista siciliano: fan pronti a presentarsi con maschere di Elvis, magliette ironiche e smartphone puntati sul palco per immortalare uno degli show più attesi del momento. Una vera e propria “Tony Pitony mania” che ha contagiato anche il pubblico palermitano.
Il successo dell’artista è esploso proprio durante la settimana del Festival. Come spiegano ancora Irene Carmina e Isabella Di Bartolo su la Repubblica Palermo, Pitony ha conquistato il pubblico nella serata delle cover cantando “The Lady is a Tramp” insieme a Ditonellapiaga, ottenendo una standing ovation all’Ariston. In pochi giorni ha guadagnato oltre 150 mila follower sui social e ha raggiunto anche il primo disco d’oro della sua carriera.
A rendere virale la sua presenza a Sanremo è stato anche il tormentone ironico legato alla promessa contenuta nel brano “Tony’s vocal”. Irene Carmina e Isabella Di Bartolo su la Repubblica Palermo ricordano come il cantante abbia costruito una vera narrazione social durante il Festival, tra video pubblicati online e sondaggi improvvisati nei camerini con altri artisti, tra cui Sal Da Vinci e Sayf.
Il gesto finale sul palco – con il frutto caco appoggiato a terra – è stato interpretato come una provocazione ironica legata al verso della canzone «Se vado a Sanremo giuro che caco sul palco». Un momento che ha fatto discutere e che ha contribuito ad amplificare la notorietà dell’artista, con richiami anche all’ironia surreale de “La terra dei cachi” di Elio e le Storie Tese, portata a Sanremo nel 1996, proprio l’anno di nascita di Pitony.
Il percorso dell’artista, però, parte molto prima del Festival. Come sottolineano ancora Irene Carmina e Isabella Di Bartolo su la Repubblica Palermo, la carriera di Pitony è nata a Siracusa, dove già durante gli anni delle scuole medie imitava le professoresse diventando un piccolo fenomeno tra i compagni. Il primo vero palco è arrivato nel dicembre 2022 nel locale “H Mora”, quando si esibì con la band “Sam & the Engineers”.
A ricordare quegli inizi è Carlo Gradenigo, titolare del locale siracusano che per primo lo ospitò dal vivo. «La scorsa estate ci ha detto che sarebbe partito per fare qualche serata al nord Italia: da lì, in sei mesi, è esploso fino a Sanremo», racconta Gradenigo. «Se i suoi testi lasciano di stucco, la sua musica rivela preparazione. Tony è gentile, quasi introverso, amichevole».
Secondo il gestore del locale, proprio a Siracusa Pitony ha costruito il suo stile originale. «Abbiamo sempre dato spazio alla musica inedita e Tony, insieme ad altri musicisti, ha portato qualcosa di raro: creatività vera. Ha smontato un mondo spesso costruito a tavolino e ha messo al centro la spontaneità. Ed è quella che arriva a tutti».