CALCIO EUROPEO

The Athletic: “City Football Group, futuro incerto dopo il caso Manchester City”

Il City Football Group, il colosso calcistico internazionale che controlla anche il Palermo, attraversa una fase particolarmente delicata. Il modello costruito da Ferran Soriano, nato con l’ambizione di creare una rete mondiale di società sportive, è finito al centro di un approfondimento pubblicato il 30 ottobre 2026 da The Athletic, testata sportiva del New York Times. Al centro dell’inchiesta ci sono la sostenibilità economica del gruppo, le conseguenze della vicenda finanziaria che coinvolge il Manchester City e gli interrogativi sul futuro delle società appartenenti alla galassia CFG.

Il Palermo è una delle realtà comprese nel progetto internazionale, ma l’articolo non segnala decisioni specifiche riguardanti il club rosanero, né annuncia una sua possibile cessione. Il tema riguarda piuttosto la tenuta complessiva del sistema di multiproprietà e le eventuali ripercussioni di una crisi della società principale.


Il progetto di Soriano: un impero calcistico mondiale

L’idea di Ferran Soriano risale agli anni trascorsi come vicepresidente del Barcellona, tra il 2003 e il 2008. L’obiettivo era costruire un’organizzazione capace di collegare club di continenti differenti attraverso competenze condivise, strategie commerciali e un’identità calcistica comune.

Con il Manchester City, Soriano ha trovato le risorse necessarie per realizzare il progetto.

Come ricostruisce The Athletic, il City Football Group è nato nel 2013 con l’ambizione di diventare un punto di riferimento mondiale nel settore delle multiproprietà calcistiche.

Nel corso degli anni la rete si è estesa dagli Stati Uniti all’Australia, passando per Spagna, Uruguay, Belgio, Francia, Brasile e Italia, dove il Palermo rappresenta una delle società del gruppo.

L’obiettivo iniziale era quello di esportare anche una filosofia tecnica ispirata al calcio di Pep Guardiola, creando un sistema capace di sviluppare giocatori, allenatori e competenze attraverso le diverse società.

Un progetto ambizioso che, secondo la ricostruzione della testata britannica, ha incontrato difficoltà crescenti nel mantenere un’identità sportiva realmente uniforme.

Perdite per 292 milioni di sterline nel 2024

Uno degli aspetti più rilevanti dell’approfondimento riguarda i conti del City Football Group.

Secondo i dati riportati da The Athletic, il gruppo ha registrato nel 2024 una perdita di 292 milioni di sterline.

Il Manchester City rappresenta oltre il 70% dei ricavi complessivi della struttura, mentre la rete internazionale ha accumulato perdite fin dalla sua costituzione.

L’organizzazione comprende 44 società controllate e impiega complessivamente 2.647 persone, delle quali 1.066 appartenenti all’area calcistica, calciatori compresi, e 1.581 impegnate nelle attività commerciali e amministrative.

Il quadro economico mostra quindi una struttura molto estesa, caratterizzata da costi operativi significativi.

Un elemento importante riguarda anche la differenza tra le regole finanziarie applicate ai singoli club e quelle riguardanti la holding. Il CFG, in quanto società capogruppo, non è direttamente soggetto agli stessi limiti sulle perdite previsti per le società partecipanti alle competizioni calcistiche.

Questo non significa, però, che i costi possano essere esclusi automaticamente dai controlli sui singoli club: le normative UEFA prevedono infatti che determinate spese sostenute da altre società del gruppo, ma riconducibili all’attività di un club, debbano essere considerate nei relativi rendiconti.

Manchester City, il caso finanziario e le possibili conseguenze

Il principale elemento di incertezza è rappresentato dalla vicenda che coinvolge il Manchester City.

L’approfondimento di The Athletic riferisce che una commissione indipendente ha contestato la rappresentazione di ricavi commerciali per oltre 900 milioni di sterline, ritenendo che una parte dei finanziamenti fosse stata presentata attraverso accordi commerciali non genuini.

Il Manchester City respinge le contestazioni e ha presentato ricorso contro la decisione.

La vicenda, dunque, non può essere considerata definitivamente conclusa.

Se le principali contestazioni dovessero essere confermate al termine dell’iter di impugnazione, il club inglese potrebbe andare incontro a sanzioni sportive rilevanti.

Le conseguenze potrebbero estendersi anche alla struttura economica del City Football Group, considerando il peso determinante del Manchester City sui ricavi complessivi.

L’articolo affronta inoltre l’eventualità di interventi regolamentari particolarmente incisivi sulla proprietà, senza però indicare tali scenari come decisioni già adottate.

Investimenti miliardari e debiti: i numeri del gruppo

La crescita internazionale del CFG è stata sostenuta da ingenti investimenti.

Secondo i dati ricostruiti nell’inchiesta, dal 2013 sono stati immessi nel gruppo oltre 1,9 miliardi di sterline successivamente convertiti in capitale sociale.

Considerando anche gli investimenti precedenti nel Manchester City, il totale supera i 2,5 miliardi di sterline, senza includere gli ulteriori importi al centro della controversia finanziaria.

Nel 2019 il fondo statunitense Silver Lake ha acquisito una partecipazione nel gruppo attraverso un investimento di circa 400 milioni di sterline.

Successivamente, il CFG ha fatto ricorso a finanziamenti destinati a sostenere la propria espansione e la realizzazione di infrastrutture, tra cui il nuovo stadio del New York City FC.

Nel giugno 2025 il debito finanziario esterno del gruppo ammontava a circa 739,7 milioni di sterline.

Le più recenti operazioni sul capitale, secondo le valutazioni riportate, suggeriscono un valore complessivo vicino a 5,9 miliardi di sterline, mentre il presidente Khaldoon Al Mubarak aveva indicato una possibile valutazione di mercato superiore a 7,3 miliardi.

Numeri che testimoniano le dimensioni raggiunte dal progetto, ma anche la complessità della sua gestione finanziaria.

Il modello delle multiproprietà mostra alcune difficoltà

L’inchiesta esamina anche i risultati sportivi delle società controllate dal City Football Group.

Il progetto iniziale prevedeva una forte condivisione dei metodi di allenamento e delle strategie di sviluppo, con l’intenzione di diffondere la filosofia di Guardiola nelle diverse realtà del network.

Con il passare degli anni, però, questo obiettivo è stato ridimensionato.

Le società hanno assunto funzioni differenti: alcune sono orientate principalmente ai risultati sportivi, altre allo sviluppo dei giovani calciatori, altre ancora all’espansione commerciale.

Il Melbourne City viene indicato come esempio di club orientato alla vittoria, il Lommel come realtà dedicata alla crescita dei giocatori e lo Shenzhen Peng City come società maggiormente legata agli obiettivi commerciali.

Anche il sistema di trasferimento dei talenti verso il Manchester City non avrebbe prodotto i risultati inizialmente immaginati.

Tra gli esempi citati figura Savinho, passato attraverso Troyes e Girona prima di approdare alla squadra inglese.

L’approfondimento ricorda inoltre le difficoltà sportive incontrate da Troyes e Lommel, entrambe protagoniste di retrocessioni, e le proteste dei tifosi francesi nel 2024 contro la gestione del proprio club.

Il CFG ha anche ceduto nel 2026 la propria partecipazione di maggioranza nel Mumbai City, in un contesto di incertezza sulla sostenibilità del campionato indiano.

Palermo, cosa potrebbe cambiare?

Per il Palermo, la questione riguarda soprattutto le prospettive a lungo termine della proprietà.

Il club rosanero è inserito in un’organizzazione che ha investito risorse nello sviluppo di società calcistiche in diversi Paesi, mettendo a disposizione strutture, competenze tecniche e capacità finanziarie.

L’eventuale necessità di rivedere il modello del City Football Group potrebbe aprire una riflessione sulle strategie future delle singole società.

Tuttavia, è necessario distinguere gli scenari generali dalle decisioni effettivamente assunte.

The Athletic non riferisce di un piano per vendere il Palermo, ridurne gli investimenti o modificarne la gestione. Non emergono neppure indicazioni secondo cui le difficoltà finanziarie descritte debbano necessariamente tradursi in conseguenze immediate per il club siciliano.

La testata sottolinea piuttosto quanto sarebbe complesso trovare un acquirente per l’intera rete internazionale, considerati il numero delle società coinvolte, le infrastrutture sviluppate e gli impegni finanziari esistenti.

Per il Palermo, dunque, il tema resta quello di comprendere come potrà evolversi il progetto della proprietà qualora la situazione del Manchester City dovesse determinare una revisione delle strategie del gruppo.

Soriano e il futuro di un progetto globale

L’analisi si conclude tornando alla figura di Ferran Soriano, l’uomo che ha immaginato e costruito l’espansione internazionale del City Football Group.

Secondo alcune fonti interne citate nell’inchiesta, le difficoltà attuali potrebbero rappresentare anche un’occasione per ripensare la struttura del gruppo e recuperare una maggiore identità calcistica.

Negli ultimi anni diversi dirigenti hanno lasciato l’organizzazione e sono state avviate iniziative di contenimento dei costi, pur senza ricorrere, secondo quanto riferito, a licenziamenti.

Resta da capire quale direzione prenderà il progetto dopo la conclusione della vicenda giudiziaria e sportiva che coinvolge il Manchester City.

Per il Palermo, nel pieno di una stagione caratterizzata da ambizioni importanti sul campo, non ci sono al momento elementi per parlare di cambiamenti imminenti nella proprietà.

L’inchiesta di The Athletic pone però un interrogativo destinato a interessare anche l’ambiente rosanero: quale sarà il futuro della più estesa rete di multiproprietà calcistica del mondo, se il suo club principale dovesse affrontare conseguenze significative sul piano sportivo ed economico?

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Redazione Ilovepalermocalcio