Südtirol, Tait: «Prima di Castori avevamo perso la via, ora siamo tornati in carreggiata»
Il capitano del Südtirol, Fabian Tait, ha approfittato della pausa per le Nazionali per fare il punto sulla crescita del club e sul momento della squadra, soffermandosi in particolare sull’evoluzione strutturale e sull’impatto dell’allenatore Fabrizio Castori.
Ripercorrendo i suoi primi anni in Alto Adige, Tait ha evidenziato il cambiamento radicale del centro sportivo: «È cambiato tutto, mi ricordo i primi giorni in cui sono arrivato qui a Maso Ronco… C’era una casetta e un albero, e noi avevamo gli spogliatoi sottoterra. Adesso guardo fuori e vedo un centro sportivo incredibile». Un’evoluzione che, come sottolinea il capitano, si riflette anche nell’organizzazione quotidiana: «C’è un’organizzazione pazzesca in tutto».
Anche lo stadio Druso ha vissuto una trasformazione significativa: «Quando sono arrivato… il campo era uno dei più brutti della Serie C. Adesso è nuovo… e il campo è sempre in perfette condizioni». Parallelamente è cresciuto anche l’entusiasmo dei tifosi: «Quando sono arrivato allo stadio c’erano 300-400 persone mentre adesso abbiamo sempre almeno 4000 persone».
Tait ha poi raccontato il cambiamento nella percezione del club in città: «A Bolzano, adesso, quando vai in giro la gente ti riconosce… mentre fino a 7/8 anni fa nessuno sapeva chi fossi. Adesso ti senti calciatore anche qui».
Infine, il capitano si è soffermato sull’importanza dell’arrivo di Castori, ritenuto decisivo per ritrovare identità e risultati: «Noi come squadra avevamo un po’ perso la via, poi lui dopo essere arrivato ci ha rimesso subito in carreggiata». Un rapporto nato immediatamente sotto buoni auspici: «Ci siamo trovati subito, è stato amore a prima vista».
In chiusura, Tait ha ribadito la filosofia del club, orientata a una crescita graduale ma costante: «Abbiamo un logo su cui c’è scritto ‘insieme per crescere’… questa è una società con grande voglia di crescere a piccoli passi e con intelligenza».
