La chiusura del mercato invernale rappresenta uno snodo cruciale nella stagione dello Spezia. Come racconta Marco Guerra su Il Secolo XIX, il presidente Charlie Stillitano ha voluto seguire per intero la lunga conferenza stampa allo stadio Picco, quasi un’ora al fianco del direttore sportivo Stefano Melissano, per tracciare un bilancio che sul piano finanziario è positivo, mentre su quello tecnico sarà il campo a dare le risposte definitive.
«Non sono pentito di avere accettato l’anno scorso questo incarico al timone dello Spezia – ha spiegato Stillitano – né Tom Roberts né il sottoscritto abbiamo intenzione di lasciare questo club». Parole riportate da Marco Guerra sulle colonne de Il Secolo XIX, che certificano anche la fiducia nel progetto nonostante una classifica al di sotto delle aspettative. «Dopo aver sfiorato la Serie A non pensavo di ritrovarmi in questa situazione, ma sono uomo di calcio e so che queste cose possono accadere».
Un concetto ribadito dal presidente con uno sguardo più ampio al campionato. Come sottolinea ancora Marco Guerra su Il Secolo XIX, Stillitano ha ricordato come «ci siano squadre che la scorsa stagione rischiavano la Serie C e oggi sono in vetta senza aver cambiato molto nell’organico», a dimostrazione dell’equilibrio della Serie B.
Il mercato ha portato dieci nuovi innesti, compreso l’ultimo colpo last minute, il classe 2006 svedese Mamse Shagaxle, svincolato e seguito anche dal Göteborg. «Un prospetto interessante da far crescere», ha spiegato Melissano, come riportato da Il Secolo XIX a firma Marco Guerra. Dieci anche le uscite, con difesa e centrocampo rinforzati, mentre in attacco non è arrivato il “botto” atteso.
«Ci sono pochi bomber in giro, chi li ha se li tiene – ha spiegato Melissano – abbiamo provato con punte in grado di fare la differenza, ma in Serie B ci sono stati pochi movimenti». Nel dettaglio, come evidenzia Marco Guerra su Il Secolo XIX, Pandolfi è andato all’Avellino, Johnsen al Palermo e Pierini alla Sampdoria. «Di contro – ha aggiunto il direttore sportivo – Vlahovic lo ha chiesto il Palermo, mentre Di Serio è finito nel mirino dell’Avellino». Una precisazione che chiarisce le dinamiche di un mercato povero di grandi occasioni offensive.
La scelta finale è stata quella di puntare sull’organico esistente. «Abbiamo fiducia nei nostri attaccanti e abbiamo ingaggiato calciatori con mentalità vincente, per determinare le partite senza subirle. C’era bisogno di aria nuova e di positività nel gruppo», ha aggiunto Melissano, come riportato ancora da Marco Guerra su Il Secolo XIX.
Sfumato l’arrivo del playmaker Giuseppe Leone dalla Juve Stabia, il centrocampo è stato ridisegnato dopo l’addio di Esposito. «Salvatore è un grande centrocampista, ma accentra molto il gioco. Con Valoti, Romano, Sernicola, Adamo e Bellemo avremo più tecnica e più soluzioni, penso anche a qualche novità tattica, come un possibile 3-4-2-1», ha spiegato Melissano.
Tra i nuovi innesti spiccano Bellemo, reduce dalla scalata dalla C alla A con il Como di Fabregas, e Romano. «Angelozzi ha provato a portarlo al Cagliari, ma lo ha lasciato a noi per l’affetto che lo lega allo Spezia», ha concluso Melissano.
Un mercato che, nelle parole del presidente, ha restituito compattezza e fiducia. «Dal mercato sono arrivati calciatori vincenti, ora siamo squadra e possiamo salvarci», il messaggio finale di Stillitano, come riportato da Marco Guerra su Il Secolo XIX.