Lorenzo Aprile, su Tuttosport, raccoglie le parole di Stefano Sorrentino, ex portiere e capitano del Palermo, che ripercorre la sua carriera tra evoluzione del ruolo, mercato e ricordi personali.
Sul cambiamento del ruolo, Sorrentino è netto: «Le più grandi squadre al mondo puntano solo più su profili che sappiano giocare bene con i piedi». E aggiunge: «La maggior parte delle regole introdotte negli ultimi anni sono state a discapito dei portieri».
L’ex numero uno, intervistato da Tuttosport, individua i migliori interpreti attuali: «Direi Carnesecchi e Caprile. Mi piacciono i portieri forti e folli». Su Di Gregorio, invece, osserva: «È un buon portiere, ma se vuoi alzare il livello serve qualcosa in più».
Parlando di mercato, Sorrentino non ha dubbi su Alisson: «Dipendesse da me, lo prenderei subito». Più prudente su Lewandowski: «Se il Barça ha deciso di lasciarlo partire è perché non può più competere ad altissimi livelli». Meglio puntare su profili più giovani come Kolo Muani e rilanciare Vlahovic.
Secondo l’ex portiere, come sottolinea Tuttosport, alla Juventus basterebbero «quattro colpi di livello» per tornare a competere per lo scudetto.
Spazio anche ai ricordi personali. Sorrentino rivela un retroscena di mercato: «Era tutto fatto per il mio ritorno alla Juve nel 2010, poi saltò tutto e presero Storari».
Ma è Palermo il capitolo più sentito. Nell’intervista a Tuttosport ammette: «Una piazza caldissima. Ho solo bei ricordi: la fascia da capitano, la promozione dei record. Ci ho lasciato il cuore».
E su Dybala racconta un aneddoto significativo: «Quando doveva scegliere tra Inter e Juve mi chiese un parere. Gli consigliai il bianconero perché sapevo che lo avrebbero aspettato».
Infine, un ricordo speciale: «Sono l’unico portiere ad aver parato un rigore a Cristiano Ronaldo. L’ho capito solo dopo, quando mi arrivavano migliaia di messaggi».