Il tempo stringe, la classifica non aiuta e il destino appare sempre più segnato. Siracusa e Trapani, entrambe impegnate nella lotta per evitare la retrocessione, escono dall’ultimo turno con un carico di rimpianti e una situazione sempre più complicata.
Allo “Zaccheria”, il Siracusa non va oltre l’1-1 contro il Foggia, un risultato che serve poco per alimentare le speranze. Gli uomini di Turati avevano trovato il vantaggio con Arditi e avevano anche l’occasione per chiudere la gara, ma gli errori sotto porta e la reazione del Foggia, a segno con Tommasini, hanno riportato tutto in equilibrio. Nel finale, l’espulsione di Gudelevicius ha ulteriormente complicato una partita già delicata. Un punto che muove la classifica ma non cambia sostanzialmente il quadro: la salvezza resta appesa a un filo sottilissimo.
Ancora più amara la serata del Trapani, sconfitto in rimonta dalla Salernitana al “Provinciale”. I granata erano passati in vantaggio con Celeghin su rigore e avevano tenuto testa agli avversari per larghi tratti della gara, sfiorando anche il raddoppio. Nella ripresa, però, il gol di Ferrari ha riaperto i giochi, mentre nel recupero Boncori ha firmato il definitivo 2-1, gelando il pubblico di casa. Un ko pesantissimo, arrivato quando il pareggio sembrava ormai acquisito.
Le due squadre condividono non solo la posizione di classifica, ma anche un destino sempre più incerto. Le penalizzazioni, le difficoltà societarie e i risultati altalenanti hanno reso il percorso estremamente complicato. Ora, a poche giornate dalla fine, servirebbe un’impresa per ribaltare una situazione che appare compromessa.
Il Siracusa dovrà affrontare altri scontri diretti decisivi, mentre il Trapani è chiamato a fare bottino pieno e sperare nei risultati degli altri. Ma il margine di errore è ormai azzerato.
La Serie D si avvicina, e per evitarla servirà molto più di una semplice reazione: servirà un finale perfetto.