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Escl. Pres. Pescara: «Non regaleremo nulla al Palermo. Ultimo posto? Siamo stati derubati»

«È evidente che Palermo, Venezia e Monza abbiano qualcosa in più delle altre squadre di Serie B. Questo considerando anche i budget sui quali possono contare, veri e propri multipli del nostro. Detto questo, il Pescara non regalerà niente a nessuno e domenica si giocherà le sue carte contro il Palermo. Se poi saranno più bravi, gli faremo i complimenti».

Queste le riflessioni ai microfoni di Ilovepalermocalcio.com di Daniele Sebastiani, presidente del Pescara e prossimo avversario in campionato del Palermo.

Ha smaltito la delusione maturata a Venezia?

«Alla vigilia della trasferta di Venezia sapevamo di avere degli incontri ravvicinati dall’altissimo coefficiente di difficoltà. Potevamo mettere in conto una sconfitta, ma il modo in cui è maturata lascia l’amaro in bocca. Abbiamo però avuto conferma che la squadra è viva e questa, per noi, resta un’indicazione che conta».

Perché secondo lei, a questo punto della stagione, il Pescara è ultimo in classifica?

«Il Pescara è ultimo e sarebbe potuto non esserlo se non avesse subito tutti i torti arbitrali con i quali ha dovuto fare i conti fino a oggi. Nella prima parte del campionato, in tre o quattro partite, siamo stati massacrati, anzi, per meglio dire, derubati. Nonostante il Pescara sia una squadra che crea, non ha mai avuto un rigore a favore e ne ha avuti invece diversi contro. A Modena addirittura ci venne revocato dal Var un calcio di rigore solare. Senza questi torti non saremmo sicuramente stati primi, ma saremmo stati tranquillamente nel gruppo delle squadre che lottano per salvarsi e non avremmo maturato tutti questi punti di ritardo».

Questi aspetti la portano a essere un po’ stanco e a riflettere sul suo futuro a Pescara e nel calcio?

«Sono stanco perché sono a Pescara da diciotto anni e solo quest’anno sono stato affiancato da Verratti e dai soci di minoranza. Se devo lasciare il Pescara devo farlo in mani migliori delle mie e non come si fa spesso oggi nel calcio, con squadre affidate a “teste di legno” quando le cose vanno male. Non sarà sicuramente questo il mio caso».

Si aspetta di vedere Insigne titolare domenica?

«Non credo che domenica parta dal primo minuto, ma spero che possa aumentare il suo minutaggio. Il tutto soprattutto alla luce della parte finale della stagione, considerato che dopo gli impegni con Palermo e Frosinone affronteremo delle squadre che sono di un livello umano».

Le sue speranze sono orientate ai play-out o confida ancora nella salvezza diretta?

«Non mi precludo nulla. Se siamo quelli visti con Avellino e Venezia possiamo giocarci le nostre carte. È chiaro poi che, se non vinci le partite, meriti la posizione che occupi».

Vedere Corona in panchina nel Palermo, dopo il vostro corteggiamento nel mercato invernale, le dispiace?

«Il Palermo lotta per la vittoria finale e ha voluto giocarsi la possibilità di tenersi un giocatore in più. Nell’ottica della sua crescita forse Corona avrebbe fatto bene a fare come Desplanches, che venendo da noi ha fatto le sue partite da titolare prima dell’infortunio. Spesso in Italia ci lamentiamo che i giovani non giocano. Per me, se sono bravi, devono trovare spazio. Ma questo ragionamento va al di là della situazione di Corona. In altri Paesi, alla sua età, sei quasi considerato un vecchio. Posso dire che, se fossi un procuratore, pretenderei che il mio assistito avesse spazio o che gli venisse data la possibilità di trovarlo altrove».

Cosa la preoccupa di più del Palermo: il collettivo o la classe dei singoli come Pohjanpalo?

«Non scherziamo. Il Palermo ha un budget con il quale a Pescara giocheremmo quattro campionati. È chiaro che siano i favoriti alla vittoria finale. In questa Serie B ci sono almeno cinque società con budget al di fuori di questa categoria. Sono convinto che il Palermo sarà tra le società che torneranno quest’anno nella massima serie».

Teme che possano ripetersi casi come quello della Sampdoria dello scorso anno?

«Io sono sempre convinto della buona fede. Se così non fosse non avrebbe senso continuare. Detto questo, in questa stagione ci sono state diverse polemiche scaturite anche da alcune scelte arbitrali e da quelle prese dal Var. Questo è sintomo del fatto che qualcosa da correggere e da cambiare c’è. Di certo, se non viene concesso un rigore al Pescara, non viene neanche scritto un trafiletto. Se succede alla Juventus se ne parla per settimane e magari l’arbitro viene anche fermato».

Vuole mandare un appello particolare ai tifosi per la gara contro il Palermo?

«Nonostante io abbia subito anche qualche contestazione, devo sottolineare che i tifosi del Pescara non hanno mai fatto mancare la loro vicinanza alla squadra, fino all’ultima partita disputata sul campo del Venezia. I tifosi vedono che questi ragazzi stanno dando tutto loro stessi e sono convinto che anche domenica si faranno sentire».

Se dovesse arrivare la retrocessione, lavorerà con Verratti per un pronto ritorno in B?

«Lo abbiamo sempre fatto anche negli anni in cui siamo stati in C. Abbiamo perso una finale per un ginocchio in fuorigioco, siamo usciti ai rigori con il Foggia e abbiamo anche vinto i play-off. Questo racconta che siamo sempre stati protagonisti anche in C. In questo momento non voglio pensare a un tale epilogo. Se le cose dovessero andare male saremo protagonisti allo stesso modo anche in futuro».

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Giorgio Elia