SERIE B

Sampdoria, Lombardo si presenta: «Sono un tifoso sulla barca blucerchiata. Ora nove finali per salvarci»

Attilio Lombardo è il nuovo allenatore della Sampdoria e si presenta con parole cariche di responsabilità e appartenenza. L’ex bandiera blucerchiata ha parlato della missione salvezza, del legame con il club e delle difficoltà che attendono la squadra nelle ultime nove partite della stagione.

Il tecnico ha raccontato le emozioni del ritorno sulla panchina della squadra del cuore: «L’emozione è tanta. Guidare la squadra del cuore significa avere ancora più responsabilità. È un po’ come tornare a scuola, anche se adesso è più difficile. Le emozioni passeranno quando inizierà la partita».


Lombardo guarda subito all’obiettivo concreto: «Ho nove partite per provarci e per salvarci. Non voglio pensare ai playout: queste gare possono bastare se lo vogliamo davvero».

Il nuovo allenatore blucerchiato ha poi spiegato quanto la Sampdoria rappresenti per lui qualcosa di speciale: «La Sampdoria mi è entrata nel DNA, soprattutto dopo Cremona. Vorrei che questa storia avesse un lieto fine. Oggi il libro è un po’ sporco e dobbiamo ripulirlo».

Il messaggio alla squadra è chiaro: «Non mi lamenterò mai, solo se dovesse mancare il cuore».

Guardando alla prossima partita contro il Venezia, Lombardo è consapevole delle difficoltà: «Il Venezia è una squadra forte. Non ho paura ma so che ci farà soffrire. Conosco Stroppa, è un allenatore bravissimo».

Dal punto di vista tattico il tecnico si aspetta una gara complicata: «Probabilmente avranno più possesso palla perché sono abituati a giocare così. Noi dobbiamo soprattutto fare la prestazione».

Sul rapporto con i tifosi Lombardo non fa richieste particolari: «Non faccio appelli. Ho 60 anni e quando sono arrivato qui ne avevo 23. So già che i tifosi ci sosterranno se vedranno che daremo tutto in campo».

Il tecnico ha parlato anche del rapporto con la squadra, con cui fino a poco tempo fa condivideva lo staff tecnico: «Ai ragazzi ho detto che possono continuare a chiamarmi come prima, anche Attila. Però adesso sono io il responsabile e dovrò scontentare qualcuno».

Il principio resta uno: «Tutti sono utili e nessuno è indispensabile, me compreso. Per amore della Samp farei qualsiasi cosa, anche le righe del campo di Bogliasco».

Lombardo si aspetta qualcosa in più anche dai giocatori più rappresentativi: «Esposito e Brunori? Mi aspetto di più da tutti, non soltanto da loro. L’impegno non è mai mancato, ma alcuni devono incidere di più».

Tra i momenti più personali della conferenza c’è anche un episodio familiare. Quando la figlia ha saputo della sua nomina gli ha chiesto se fosse sicuro della scelta: «Le ho risposto: sei sicura di essere tifosa della Samp? Allora pensa che un tifoso è salito sulla barca blucerchiata e proverà a scendere con te abbracciato, sperando che alla fine saremo salvi».

Il tecnico ha poi fatto il punto sugli infortunati: «Non recuperiamo Coda, Pierini e Henderson. Abbiamo perso anche Abildgaard per un indurimento al polpaccio, mentre Ghidotti e Ferrari hanno la febbre».

Nonostante le difficoltà Lombardo non cerca scuse: «In ogni caso undici giocatori li metterò in campo».

Infine il tecnico ha spiegato perché ha accettato la panchina in un momento così delicato: «Quando c’è il cuore è difficile ragionare troppo. Ho scelto con il cuore e con il desiderio di trasmettere ai ragazzi il senso di appartenenza a questa maglia».

E sul rischio di macchiare la sua storia con la Samp è stato chiaro: «Non ho paura. E se dovesse succedere il peggio non scapperò via, continuerò comunque a vivere a Genova».

Tra gli affetti più importanti c’è anche quello con Roberto Mancini: «Con Mancini ci sentiamo spesso, siamo molto legati. E suo figlio è qui con me nello staff».

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Redazione Ilovepalermocalcio