La Sampdoria si prepara a una sfida cruciale contro l’Empoli. In conferenza stampa, Attilio Lombardo ha analizzato il momento della squadra, sottolineando l’importanza della gara e l’approccio necessario in questo finale di stagione.
Il tecnico blucerchiato ha inquadrato subito il peso della partita: «È difficile dire se questa squadra sia più forte rispetto a quella dell’anno scorso, perché gli interpreti sono diversi. Non guardo indietro, penso solo partita per partita. Questa è la prima di sei finali. Ci sono due punti di differenza con l’Empoli ed è una gara fondamentale per il nostro futuro. Ho chiesto ai ragazzi di accendere la centralina e tenerla accesa fino all’8 maggio. Ho visto grande disponibilità».
Sulla conferma in panchina, Lombardo ha mostrato consapevolezza e responsabilità: «Dare continuità mi fa grande onore. Porto dentro di me la voglia di metterci la faccia e prendermi dei rischi. È nella mia natura. So di essere borderline, qualcosa è migliorato ma non in modo definitivo. Ci sarà grande attenzione e passione per arrivare all’obiettivo».
Capitolo condizione fisica: «La squadra ha lavorato bene e forte. Abbiamo messo benzina nelle gambe e provato diverse soluzioni. Ho visto tanti ragazzi fare fatica, ma lavorare nella fatica ti permette poi di avere lucidità in partita. Mi aspetto grande cuore, grande determinazione. Lo ripeto: mi aspetto di vedere le palle».
Sugli infortunati e i rientri: «Abildgaard è completamente recuperato. Henderson invece è scivolato giovedì senza contrasto, ha fatto solo una prova e non con il gruppo. Siamo al cinquanta e cinquanta, potrebbe anche non essere a disposizione. Però abbiamo giocatori che rientrano dalle nazionali e una squadra che, con entusiasmo ed energia positiva, può fare la prestazione».
Indicazioni anche sull’attacco: «Coda avrà un’occasione. Sa benissimo che può darci una grossa mano. Ha bisogno di qualcuno vicino e dovrà fare un grande sacrificio posizionale, restando più vicino all’area. Ha il senso del gol, inutile portarlo lontano dalla zona dove è abituato a incidere. Può essere determinante lunedì».
Su Esposito e Ricci: «Esposito era in crescita, poi l’espulsione a Carrara e la sosta lo hanno rallentato. Gli ho chiesto di giocare con semplicità, a due tocchi. A volte si innamora della giocata e fa fatica. Fisicamente è cresciuto. Ricci sta bene, non ha giocato col Bogliasco ma è a disposizione. Le scelte saranno solo in funzione della partita con l’Empoli».
Spazio anche a una riflessione sulla Nazionale: «Non mi aspettavo per la terza volta di fila l’assenza ai Mondiali. È una delusione. Il nostro movimento è inferiore ad altri: pochi italiani e pochi giovani giocano. Bisogna tornare a vedere almeno tre italiani anche in Serie A per far crescere la Nazionale».
Sul possibile ritorno di Mancini: «Credo che abbia un debito e voglia ricucire, giocarsi un Mondiale. Sarei felice per lui. Gli piacerebbe tornare in Nazionale, così come alla Sampdoria. Io sono tornato qui per chiudere la carriera e penso che finirò qui».
Infine, un passaggio tattico: «Con la difesa a quattro sono più coraggioso, perché ho un attaccante e due esterni offensivi. Con la difesa a tre devi sfruttare i quinti, ma non saranno mai due attaccanti. Io voglio sempre almeno quattro giocatori in area: più ne porti, più possibilità hai di segnare».