Alla vigilia della trasferta contro la Sampdoria, valida per la settima giornata di Serie B, Cristian Bucchi, allenatore dell’Arezzo, è intervenuto in conferenza stampa per presentare la sfida del Ferraris. Il tecnico amaranto ha analizzato le difficoltà della gara, soffermandosi sulla qualità dei blucerchiati, sul pericolo rappresentato da Insigne e sulle condizioni dei propri giocatori.
La partita
Che tipo di partita si aspetta contro la Sampdoria?
«Mi aspetto una partita complicata dal punto di vista ambientale. Troveremo uno stadio pieno e un avversario reduce da una partita negativa, all’interno di un periodo difficile, ma con grandi valori tecnici. Dovremo essere bravi a fare bene le nostre cose, perché è questo che fa la differenza. Servono piglio e coraggio: se vengono meno ritmo e intensità, la Serie B non perdona. In questo campionato i valori individuali possono fare la differenza. Alcuni giocatori della Samp, come Ravanelli e Delli Carri, hanno giocato in Serie A e vinto campionati. Non dobbiamo preoccuparci del contesto, ma sfruttarlo».
Il Ferraris può rappresentare un ostacolo per i giocatori che non hanno mai giocato in uno stadio così?
«Non so se esista un antidoto: alla fine è sempre il campo a spostare gli equilibri. Da giocatore sono passato dall’Eccellenza alla Serie A e, al mio esordio, ero in trance, ma ho segnato dopo tre minuti. Per la mia esperienza, non esiste un prima: c’è un durante. Il palcoscenico deve essere uno stimolo per i nostri ragazzi che non hanno mai giocato a Marassi. Quest’anno la Serie B è un esperimento continuo per noi. Dobbiamo giocarcela e basta».
I giocatori e le condizioni della squadra
Che cosa manca a Chierico per compiere il salto di qualità definitivo?
«Ogni tanto con lui sono duro, ma lo sono con i giocatori che hanno potenzialità e non le sfruttano appieno. È forte e, secondo me, può arrivare in Serie A. Deve compiere un ultimo passo e dipende soltanto da lui. A volte lo pungolo per farlo reagire. Gli piace giocare da centromediano, ma tende a interpretare il ruolo a modo suo. Deve invece fare ciò che serve alla squadra. In alcune occasioni potrà tornare a giocare anche da mezzala: è un elemento duttile che ci offre tante alternative».
Come stanno i giocatori e come gestirà il calendario fitto delle prossime settimane?
«In Serie D le squadre più piccole venivano ad Arezzo per fare la partita della vita. Domenica, in qualche modo, toccherà a noi affrontare la sfida con questo spirito, anche se in Serie B bisogna giocare ogni partita come fosse quella decisiva. Ci serve entusiasmo, senza farci condizionare dal risultato. Dobbiamo andare tutti alla stessa velocità. Olivieri è ancora fuori, Iaccarino è tornato ieri ad allenarsi con la squadra, mentre Cagnano e Mancuso sono a posto. Ionita ha un piccolo problema alla schiena e lo valuteremo tra oggi e domani. I singoli non mi preoccupano. Adesso ci aspettano cinque partite in venti giorni: serviranno energie e ricambi, perché giocheranno tutti. Preferisco questo tour de force a una sosta di venti giorni».
La Sampdoria e il pericolo Insigne
Che idea si è fatto della Sampdoria e quanto sarà importante limitare Insigne?
«Corradi è bravo, ma non so se sia sulla graticola e, sinceramente, non credo. Quanto a Insigne, non posso preparare la partita concentrandomi su un solo avversario. Magari fermiamo lui, ma poi ci sono altri giocatori forti. È chiaro che Insigne può spostare gli equilibri: gli basta una giocata per cambiare la partita. Noi, però, prepariamo la gara per limitare tutta la Sampdoria».
Che cosa l’ha soddisfatta maggiormente della squadra e che cosa è mancato contro la Cremonese?
«A Ferrari mancava il campo e aveva bisogno di continuità. Adesso è pronto per giocare. Per fare punti servirà un Arezzo intenso, fastidioso e coraggioso, sulla linea di quello visto contro la Cremonese. Sabato scorso è mancato quel pizzico di cinismo e precisione, ma sono contento. La strada verso la salvezza passa da come interpretiamo le partite. Dobbiamo crescere con questo gruppo, perché qui ci sono i valori: serve soltanto il tempo necessario per farli emergere. E servono anche le sconfitte».
Mancuso può partire titolare? E come stanno crescendo Gilli e gli altri giovani?
«Mancuso è pronto per giocare dall’inizio. In vista delle prossime gare ravvicinate servirà il turnover: è impossibile pensare che tutti possano essere sempre titolari. Mancuso è un giocatore che svaria, dà riferimenti e lega il gioco, mentre Cianci e Cerri sono più strutturati. Valuterò nelle prossime 48 ore. Per quanto riguarda Pattarello e Arena, guardo a come lavorano durante la settimana. Non preparo la partita soltanto in funzione degli avversari: gioca chi sta meglio, l’altro entrerà a gara in corso. Gilli finora è sempre stato titolare. Non lo conoscevo e ho avuto il piacere di scoprirlo ad Arezzo: arriva sempre un’ora prima al campo, si allena al massimo ed è ricettivo. Si è conquistato il posto, non gli ho regalato nulla. Sono contento anche di Renzi, Righetti e di tutti quelli che si stanno affacciando adesso alla Serie B».
L’Arezzo si prepara così alla trasferta di Genova con l’obiettivo di mettere in difficoltà la Sampdoria attraverso intensità e coraggio. Bucchi potrà contare sui recuperi di Cagnano e Mancuso, mentre restano da valutare le condizioni di Ionita e Iaccarino.