Si chiude l’intervista di Walter Sabatini con un’analisi sul Palermo e sulla corsa promozione, in un momento decisivo della stagione. Nell’intervista firmata da Valerio Tripi per la Repubblica Palermo, l’ex direttore sportivo traccia un quadro lucido delle ambizioni rosanero e delle insidie del finale di campionato.
Valerio Tripi, nel suo approfondimento su la Repubblica Palermo, riporta il giudizio positivo di Sabatini sulla squadra di Inzaghi, pur evidenziando alcune criticità legate alla dipendenza offensiva.
Che ne pensa dei rosanero?
«È una squadra costruita bene, è forte, forse un pochino troppo dipendente da Pohjanpalo, però ambisce giustamente al salto di categoria».
Nel corso dell’intervista a la Repubblica Palermo, Valerio Tripi affronta anche il tema della costruzione della squadra e del lavoro della dirigenza, con un passaggio su Osti.
Quindi sta dicendo che il suo collega Osti ha fatto un buon lavoro?
«Abbiamo lavorato insieme alla Lazio, è un gentiluomo, una persona per bene e anche molto competente, è misurato, educato ed è una persona speciale».
Sabatini si sofferma poi sulla corsa promozione, ancora apertissima a sei giornate dalla fine, come evidenziato da Valerio Tripi su la Repubblica Palermo.
A sei giornate dalla fine tutto è ancora possibile?
«È tutto aperto, 18 punti a disposizione con i distacchi attuali sono molti e possono cambiare gli scenari. Tutte e quattro sono all’altezza. Il Palermo rispetto alle altre potrebbe pagare la necessità di dovere vincere per recuperare».
Spazio anche a una riflessione più ampia sul calcio moderno e sul ruolo degli osservatori.
Esistono ancora i talent scout alla Sabatini?
«Certo che ci sono e sono anche bravi. Il problema è che devono essere ascoltati e gratificati di più. I fondi di investimento puntano sulle statistiche, invece il calcio è fatto anche di altri aspetti».
Infine, un pensiero personale su Gattuso, con parole cariche di affetto, riportate da Valerio Tripi su la Repubblica Palermo.
Lei ha lanciato Gattuso al Perugia.
«È un dolore grande quello che provo per Rino, saprà reagire. Ripartirà quanto prima e glielo auguro con tutto il cuore perché è un ragazzo che merita».
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