SERIE A

Repubblica: “Rocchi indagato per frode sportiva, sospetti sulle designazioni pro Inter”

Aprile 2025, fase cruciale della stagione: l’Inter è in piena corsa scudetto con il Napoli. È in questo contesto che, secondo quanto riportato da Repubblica, prende forma uno dei filoni più delicati dell’inchiesta della Procura di Milano sul designatore arbitrale Gianluca Rocchi, indagato per concorso in frode sportiva.

Come ricostruisce Repubblica, uno degli episodi chiave risalirebbe al 2 aprile 2025, giorno dell’andata della semifinale di Coppa Italia tra Milan e Inter. Secondo i pm, proprio a San Siro Rocchi avrebbe “combinato” o “schermato” la designazione dell’arbitro Doveri, ritenuto «poco gradito» all’ambiente nerazzurro, per indirizzarlo verso la gara di ritorno. Una scelta che, sempre secondo quanto evidenzia Repubblica, avrebbe avuto l’obiettivo di escluderlo da partite considerate più sensibili per l’Inter, tra campionato e possibile finale.


Non solo. Sempre in quella stessa occasione, sottolinea Repubblica, il designatore avrebbe deciso di affidare a Colombo la direzione di Bologna-Inter del 20 aprile, arbitro considerato «gradito alla squadra ospite». Due episodi che rappresentano, come ribadisce più volte Repubblica, il cuore dell’impianto accusatorio costruito dal pm Maurizio Ascione.

Accanto alle designazioni, l’inchiesta tocca anche il tema delle presunte interferenze sul VAR. Come ricostruisce Repubblica, sotto la lente finisce l’episodio di Udinese-Parma del 1° marzo 2025. Durante l’analisi di un possibile fallo di mano, il VAR inizialmente orientato a non concedere il rigore cambia improvvisamente posizione dopo un richiamo esterno. Secondo quanto riportato da Repubblica, il video mostrerebbe Paterna voltarsi verso l’esterno della sala VAR, dove si trovava Rocchi, prima di suggerire l’on field review all’arbitro Maresca, da cui scaturirà il rigore decisivo.

Sempre secondo Repubblica, proprio questo episodio sarebbe legato all’esposto presentato dall’ex assistente Rocca, da cui ha preso il via l’indagine milanese. Nelle carte si ipotizza che Rocchi, in qualità di supervisore VAR, avrebbe influenzato la decisione inducendo il direttore di gara a rivedere l’azione. Un comportamento che, per gli inquirenti, configurerebbe un’ingerenza indebita.

Il quadro si completa con ulteriori episodi sotto osservazione. Come evidenzia ancora Repubblica, tra questi figura anche Inter-Verona del gennaio 2024, con un presunto mancato intervento VAR su un fallo di Bastoni. Un insieme di situazioni che, secondo la Procura, delineerebbe un sistema di gestione discutibile delle decisioni arbitrali.

Le indagini, come riporta Repubblica, si estendono anche ad aspetti logistici, con la Guardia di Finanza che ha acquisito documentazione su viaggi e rimborsi legati alla sala VAR di Lissone. Sarebbero stati ascoltati anche testimoni, tra cui un tassista che accompagnava gli ufficiali di gara.

Un’inchiesta che, come sottolinea Repubblica, rischia di avere conseguenze pesantissime sul sistema arbitrale italiano, già attraversato da tensioni interne e divisioni profonde.

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Redazione Ilovepalermocalcio