SERIE A

Repubblica: “Tremila euro per una notte così si divertivano i calciatori E l’escort disse: sono incinta”

Un sistema esclusivo, costoso e riservato a pochi. È quello emerso dall’inchiesta della Procura di Milano, raccontata da La Repubblica, che svela un mondo fatto di serate di lusso, escort e clienti facoltosi, tra cui numerosi calciatori di Serie A.

Come riporta La Repubblica, il cuore del business era il cosiddetto «super privé», un’area riservata «dove i plebei non potevano entrare», accessibile solo a chi era disposto a spendere fino a 3mila euro in una sola serata. Un vero e proprio «locale nel locale», con ingresso dedicato, camerieri esclusivi e decine di ragazze selezionate.


Il sistema Ma.De Milano

Secondo La Repubblica, l’organizzazione faceva capo alla società Ma.De Milano, con sede a Cinisello Balsamo, gestita da Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, oggi agli arresti domiciliari insieme ad altri collaboratori. Il gruppo si occupava di tutto: reclutamento delle ragazze, contatti con i clienti, logistica e gestione economica.

Le serate non si sarebbero fermate neanche durante il lockdown: all’interno della sede sarebbe stata allestita una discoteca abusiva dove venivano organizzati eventi quasi quotidiani.

Calciatori e clienti vip

Dalle carte emerge una lista ampia di clienti: almeno una settantina di calciatori, oltre a imprenditori e sportivi di livello internazionale. I nomi sono oscurati e nessuno risulta indagato.

Le intercettazioni raccontano richieste esplicite: «C’è un mio amico pilota di Formula Uno che viene qua a Milano stasera, vuole una tipa», con risposte immediate per soddisfare le esigenze dei clienti.

Il business: escort, tavoli e percentuali

Come evidenzia La Repubblica, le ragazze – spesso tra i 18 e i 20 anni – venivano reclutate in modo continuo. L’organizzazione ne avrebbe gestite fino a un centinaio tra escort e “ragazze immagine”.

I guadagni derivavano non solo dalle prestazioni, ma anche dai consumi ai tavoli: «Ho fatto un tavolo di un calciatore, ha speso tremila euro e io in una sera ho fatto quattrocento», racconta una delle giovani.

Gas esilarante e “pacchetti completi”

Il servizio offerto era “all inclusive”: cena, locale, hotel, escort e anche gas esilarante, la cosiddetta «droga del palloncino», utilizzata per sballarsi senza risultare nei controlli antidoping.

In un episodio riportato negli atti, una ragazza racconta di essere rimasta incinta dopo una serata con un cliente, aggiungendo un ulteriore elemento di gravità al quadro.

Indagini e profitti

L’inchiesta ha portato al sequestro di 1,2 milioni di euro, ritenuti provento delle attività illecite. Secondo quanto ricostruito, circa 200 mila euro sarebbero stati versati direttamente dai calciatori.

La Procura, guidata da Marcello Viola, continua a indagare su un sistema che, come sottolinea La Repubblica, appare strutturato, diffuso e radicato da anni nel cuore della movida milanese.

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Redazione Ilovepalermocalcio