Il Palermo torna dalla trasferta di Ascoli con un pareggio prezioso, al termine di una partita complicata nella quale la formazione di Filippo Inzaghi ha mostrato meno brillantezza rispetto alle precedenti uscite. Il gol dell’ex Matteo Brunori aveva messo in salita la serata dei rosanero, prima della risposta di Filippo Ranocchia nella ripresa.
Come racconta Valerio Tripi sulle pagine di Repubblica Palermo, la squadra siciliana ha risentito delle fatiche accumulate nelle ultime settimane, con quattro partite disputate in appena tredici giorni, trovando inoltre un avversario capace di limitarne la manovra attraverso un possesso palla organizzato.
Secondo l’analisi di Valerio Tripi su Repubblica Palermo, Inzaghi, presente in panchina nonostante i problemi di salute legati alla tonsillite, ha scelto di schierare Estevez accanto a Segre, lasciando inizialmente Ranocchia tra le riserve.
Per il resto, confermato il 4-2-3-1 con Perin tra i pali, Cassandro, Peda, Ceccaroni e Augello in difesa, mentre Vavassori, Hernani e Johnsen hanno agito alle spalle di Pohjanpalo.
Anche l’Ascoli di Francesco Tomei si è presentato con lo stesso modulo, affidandosi dal primo minuto agli ex rosanero Brunori e Silipo.
L’avvio è stato caratterizzato da grande equilibrio, ma i padroni di casa hanno progressivamente trovato maggiore efficacia nel recupero alto del pallone.
Il vantaggio è arrivato intorno al 20′, quando Acampora ha servito in profondità Guiebre, bravo ad approfittare delle incertezze della retroguardia palermitana e a mettere al centro un pallone che Brunori ha soltanto dovuto spingere in rete.
Un’azione che, per dinamica, ha ricordato il primo gol subito dal Palermo nella trasferta di Pisa.
La reazione della formazione di Inzaghi è arrivata poco prima della mezz’ora, con due occasioni per Pohjanpalo. L’attaccante finlandese ha cercato la porta prima di testa su un cross di Augello e successivamente su un suggerimento di Johnsen, senza riuscire a trovare la conclusione vincente.
Dall’altra parte, l’Ascoli ha continuato a creare pericoli soprattutto attraverso le iniziative di Silipo.
Al 30′ l’ex rosanero ha impegnato severamente Perin, costretto a distendersi sulla propria destra per deviare il pallone in calcio d’angolo.
Come evidenzia Repubblica Palermo nell’articolo firmato da Valerio Tripi, la squadra di Tomei ha saputo sfruttare le proprie caratteristiche, rendendo difficile ai rosanero recuperare il pallone e sviluppare con continuità la manovra offensiva.
All’intervallo Inzaghi ha deciso di intervenire, lasciando negli spogliatoi Vavassori e inserendo Ranocchia.
La mossa ha dato maggiore qualità al centrocampo rosanero, con il Palermo che ha iniziato la ripresa in maniera più convincente.
Pohjanpalo ha avuto una nuova opportunità davanti alla porta, mentre Hernani ha costretto Vitale a un intervento importante.
Il pareggio è arrivato al 55′, quando Cassandro ha trovato Ranocchia in area. Il centrocampista ha concluso immediatamente, incrociando il tiro verso il palo lontano e battendo il portiere ascolano.
Una rete che ha rimesso in equilibrio la partita e premiato il cambio effettuato dal tecnico rosanero.
Dopo l’1-1, Inzaghi ha cercato di gestire le energie della squadra attraverso ulteriori sostituzioni.
Al 63′ sono entrati Mazzitelli e Gomes per Segre ed Hernani, mentre successivamente Gabrielloni ha preso il posto di Pohjanpalo. L’ultimo cambio ha riguardato Estevez, già ammonito, sostituito da Magnani con il conseguente passaggio al 3-5-2.
Nel finale il Palermo ha provato a costruire nuove opportunità offensive, ma ha incontrato difficoltà nel trovare precisione e continuità.
Come sottolinea Valerio Tripi su Repubblica Palermo, il possesso palla dell’Ascoli e l’organizzazione difensiva dei padroni di casa hanno complicato ulteriormente il compito dei rosanero, già condizionati dalle energie spese nelle precedenti partite.
Il pareggio del Del Duca permette comunque al Palermo di mantenere l’imbattibilità stagionale e di arrivare alla sosta da capolista con 27 punti, confermando la capacità di conquistare risultati anche nelle giornate meno brillanti.