Il Nuovo Barbera rappresenta un’opportunità destinata ad andare ben oltre il calcio. Ne è convinto Marcantonio Ruisi, professore ordinario e direttore del Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche dell’Università di Palermo, intervistato da la Repubblica Palermo, che analizza le ricadute economiche e sociali del progetto di riqualificazione dello stadio.
Professore Ruisi, quale impatto potrà avere il Nuovo Barbera sull’economia della città?
«Lo aspettavamo da tempo: Palermo merita uno stadio di un certo livello», spiega Marcantonio Ruisi a la Repubblica Palermo. «Oltre all’impatto diretto dell’investimento di oltre 300 milioni di euro, bisogna distinguere quello indiretto, legato a forniture, trasporti e servizi, e quello indotto, che riguarderà i lavoratori coinvolti. Oltre alle maestranze impegnate nei lavori, le ricadute occupazionali arriveranno dai servizi che saranno attivati nel tempo e dai grandi eventi che verranno organizzati. Ogni evento può dare lavoro immediato a 500 o anche mille persone tra steward, autisti, addetti al merchandising e alla sicurezza. Molto dipenderà però da quanto lo stadio sarà utilizzato durante tutto l’anno».
C’è chi parla di un ritorno economico che può moltiplicare l’investimento iniziale. È uno scenario realistico?
Secondo Marcantonio Ruisi, intervistato da la Repubblica Palermo, molto dipenderà dalla capacità del territorio di accompagnare il progetto.
«Questi moltiplicatori dipendono dalla capacità del territorio di offrire servizi e infrastrutture che ruotano attorno allo stadio, ma anche da quanto l’amministrazione comunale e quella regionale saranno in grado di creare le condizioni per sviluppare uno scenario realmente favorevole».
Al di là dei numeri, cosa rappresenta il nuovo stadio per Palermo?
Per l’economista, come racconta a la Repubblica Palermo, il progetto può cambiare il volto della città.
«Palermo si è progressivamente desertificata dal punto di vista commerciale, concentrando molte attività nei centri commerciali e mantenendo una zona di resilienza soltanto nel centro storico. Attorno allo stadio potrebbe nascere invece un nuovo polo commerciale di prossimità, in una zona oggi prevalentemente residenziale. Non parliamo soltanto di negozi, ma anche di luoghi di aggregazione sociale, spazi verdi e servizi che rappresentano una forma importante di presidio del territorio».
Ruisi sottolinea inoltre il valore della visibilità internazionale.
«Quando una partita viene trasmessa in oltre duecento Paesi, il ritorno d’immagine per Palermo è enorme. È difficile quantificarlo economicamente, ma il suo valore è indiscutibile», aggiunge Marcantonio Ruisi a la Repubblica Palermo.
La città è pronta a sostenere uno sviluppo di questa portata?
«Oggi non del tutto», ammette Marcantonio Ruisi nell’intervista rilasciata a la Repubblica Palermo. «Esistono però tutti i presupposti affinché lo diventi. Serve una seria riorganizzazione dei servizi, della mobilità e del traffico, oltre a un piano strategico di medio e lungo periodo che coinvolga anche le associazioni di categoria. Non possiamo lasciare uno sviluppo di questo livello alla sola iniziativa dei privati».
Le polemiche che hanno accompagnato il progetto possono rallentarlo?
Ruisi non ha dubbi e lo ribadisce a la Repubblica Palermo.
«Qualunque tipo di obiezione mi sembra ingenua e non tiene conto di cosa significhi perdere opportunità in un territorio come il nostro, che già vive difficoltà nello sviluppo industriale».
Quale dovrebbe essere il prossimo grande progetto infrastrutturale della città?
L’economista guarda già oltre il Nuovo Barbera.
«La grande sfida è rappresentata dall’ex Fiera del Mediterraneo. Potrebbe diventare una vera città dello sport, capace di ospitare manifestazioni e attività durante tutto l’anno. Con un impianto moderno come il Nuovo Barbera e la riqualificazione della Fiera, Palermo potrebbe aprirsi in maniera strutturata al turismo sportivo. Ma lo sport non è soltanto business: è anche uno strumento fondamentale per contrastare l’emarginazione giovanile», conclude Marcantonio Ruisi nell’intervista concessa a la Repubblica Palermo.