C’è un’immagine efficace per raccontare il 3-3 di Marassi: una vecchia bilancia da salumeria. Su un piatto il primo tempo del Palermo e la reazione finale che ha portato al pareggio; sull’altro il blackout di inizio ripresa e le incertezze difensive, evento più unico che raro in questa stagione.
Nel commento firmato da Massimo Norrito su la Repubblica Palermo, il punto conquistato contro la Sampdoria lascia amaro in bocca ma restituisce anche una certezza: il Palermo è una squadra solida, caratterialmente tosta e capace di mettere in difficoltà chiunque.
La classifica dei blucerchiati, sottolinea Norrito, non deve ingannare. La Samp rinvigorita dal mercato di gennaio è formazione che darà filo da torcere a tutti, con un finale di stagione che potrebbe anche guardare ai play-off. Ecco perché il Palermo non può essere ridotto a una squadra che ha avuto bisogno di tre schiaffoni per reagire.
Si può parlare di giornata storta della difesa? Sì. I tre gol incassati nascono da errori di giocatori che solitamente non sbagliano. Un unicum, appunto. Magnani a sinistra non è sembrato a suo agio, ma resta il dato complessivo: una retroguardia che fino a pochi giorni prima era tra le più solide del campionato.
Quello che resta, però, è l’immagine della rimonta: prima Augello a riaprire la partita, poi Ceccaroni con un inserimento perfetto a firmare il 3-3. È questa la fotografia che dà fiducia. Se la gara di Genova è uno specchio della stagione, allora si può dire che il Palermo non mollerà fino all’ultimo e resterà in corsa per la promozione.
Norrito ricorda anche che in campo ci sono gli avversari e che nessuno può pensare di vincerle tutte, come dimostra il passo falso del Venezia contro il Modena.
E poi una nota nostalgica: il completo rosa con pantaloncini e calzettoni neri, i colori della tradizione rosanero. «Magari era un calcio meno commerciale, senza Var», scrive Norrito, immaginando un’epoca in cui probabilmente il gol di Pierozzi – nato dalla rabona di Johnsen e dall’assist di petto di Pohjanpalo – non sarebbe stato annullato. «La cosa più bella di tutta la partita».