PALERMO

Miccoli: «È l’anno giusto per la Serie A. Non vedo nessuno che possa impensierire il Palermo»

Fabrizio Miccoli crede fortemente nel Palermo di Filippo Inzaghi. L’ex capitano rosanero, intervistato da Valerio Tripi per Repubblica Palermo, ha assistito al Barbera alla vittoria contro il Padova e non nasconde le proprie sensazioni sulle possibilità della squadra in questo campionato.

Ha visto Palermo-Padova al Barbera, che impressione le hanno fatto i rosanero?


«È una grande squadra, è inutile nasconderlo, l’obiettivo è quello di andare in A con tutti gli scongiuri del caso. Anche nelle partite in cui hanno fatto fatica, se di fatica vogliamo parlare, sono riusciti a portare a casa il risultato. Penso che sia l’anno giusto. Inzaghi sta facendo un grande lavoro. Non vedo una squadra oggi in B che possa impensierire il Palermo».

Un’investitura importante quella arrivata da Miccoli nell’intervista concessa a Valerio Tripi per Repubblica Palermo, soprattutto dopo avere osservato direttamente la squadra nella sfida con il Padova.

Eppure c’è chi ha da ridire su Inzaghi, che ne pensa?

«Fa parte del calcio. Tante volte giochi bene e non vinci e non va bene. Tante altre non giochi benissimo, come nel primo tempo contro il Padova che comunque è una squadra ben organizzata, però vinci e non va bene lo stesso. La soluzione è quella di giocare benissimo e vincere sempre, ma dovresti giocare senza avversari».

Il suo Palermo più forte?

«Penso che quello del 2010 sia stato il più forte in assoluto, con tutti i record. Il mio rammarico più grande è proprio quello di essermi fatto male con la Samp, mancava ancora una mezz’oretta: quella partita l’avremmo vinta e saremmo andati in Champions. Ne sono sicuro».

Le sarebbe piaciuto fare parte di una società con le potenzialità del City Football Group?

Nell’intervista realizzata da Valerio Tripi per Repubblica Palermo, Miccoli mette a confronto il Palermo vissuto da calciatore con la realtà attuale:

«Il club che ho vissuto io è stato importante, cambiano le generazioni, il modo di pensare e di fare calcio. Mi sarebbe piaciuto, è tutto diverso. Ci allenavamo al Tenente Onorato, ma a volte non c’era nemmeno l’erba, ora hanno un sacco di campi; facevamo le amichevoli con la Parmonval, oggi giocano col Manchester City; noi stavamo in ritiro e oggi vanno in Australia a fare amichevoli internazionali. C’è una cosa che voglio sottolineare di quel Palermo: eravamo un tutt’uno con la città e questo si avverte ancora oggi».

Sabato ha seguito la partita accanto a Strefezza. Lo conosce dai tempi in cui lui giocava a Lecce?

«Con noi c’erano anche Perin ed Hernani. Questo ti fa capire quanto sia forte questa rosa. Strefezza lo conosco, abbiamo amici in comune a Lecce: tecnicamente è forte, in B può fare la differenza, spero che si riprenda presto».

Miccoli si sofferma poi su Vavassori:

«Ma manca lui e c’è Vavassori: mi piace molto, può diventare veramente forte e ambire ad alti livelli. Il secondo gol di domenica dimostra tanto: magari un altro avrebbe calciato di prima, io no. Mi ha colpito la sua scelta».

Infine, l’ex capitano elogia la costruzione dell’organico e alcune delle scelte effettuate in estate. Come emerge ancora dall’intervista di Valerio Tripi per Repubblica Palermo, Miccoli considera la profondità della rosa uno dei principali punti di forza:

«È una squadra ben allestita dal direttore Osti e Strefezza è la ciliegina sulla torta. Ho fatto i complimenti a Perin: non era scontata la sua scelta. Dopo otto anni alla Juve rimettersi in gioco a 34 anni non è da tutti. Ma poi, si fa male lui e Fortin fa quelle parate. Il Palermo è una squadra completa».

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Redazione Ilovepalermocalcio