Dieci anni di Daspo per Fabrizio Rosario Lupo, 49 anni, storico leader della Curva Nord 12 del Palermo, e un anno per il figlio Andrea, 23 anni. Sono i provvedimenti disposti dal questore di Palermo in seguito alla presunta aggressione a uno steward avvenuta il 23 agosto scorso, durante Palermo-Juve Stabia allo stadio Renzo Barbera.
Come ricostruisce Repubblica Palermo, padre e figlio sono stati anche denunciati dalla Digos all’autorità giudiziaria per violenza o minaccia nei confronti del personale incaricato dei controlli durante le manifestazioni sportive.
L’episodio si sarebbe verificato nell’anello superiore della Curva Nord, mentre uno steward stava attraversando il settore per raggiungere il varco di collegamento con la tribuna Montepellegrino.
Secondo quanto riferito da Repubblica Palermo, sulla base degli accertamenti della polizia, Fabrizio Lupo avrebbe raggiunto l’addetto alla sicurezza colpendolo con un calcio al petto.
Subito dopo, lo steward sarebbe stato accerchiato da alcuni ultras. Tra questi, secondo la ricostruzione investigativa, ci sarebbe stato anche Andrea Lupo, al quale viene attribuito un pugno al volto della vittima.
Il 23enne viene inoltre indicato come una figura di riferimento del Gruppo Minorenni, una delle realtà del tifo organizzato presenti al Renzo Barbera.
I provvedimenti sono stati adottati al termine dell’istruttoria condotta dalla Divisione Anticrimine della Questura.
Come evidenzia Repubblica Palermo, per Fabrizio Lupo è stata applicata la durata massima prevista dalla normativa, anche alla luce dei tre precedenti provvedimenti di Daspo già ricevuti.
Il divieto di accesso alle manifestazioni sportive avrà una durata di dieci anni e sarà accompagnato dall’obbligo di firma, misura già convalidata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo.
Per il figlio Andrea, invece, il Daspo avrà una durata di dodici mesi.
Parallelamente ai provvedimenti amministrativi, prosegue il percorso giudiziario relativo ai fatti contestati. Le responsabilità penali dovranno essere accertate nelle sedi competenti.
Fabrizio Rosario Lupo è da tempo uno dei volti più conosciuti della tifoseria organizzata del Palermo.
Dopo una lunga esperienza nel gruppo Borgo Vecchio Sisma, è diventato uno dei principali riferimenti della Curva Nord 12, attiva nell’anello superiore dello stadio Renzo Barbera.
Nell’approfondimento di Repubblica Palermo viene ricordato anche il suo nome nelle ricostruzioni di un’inchiesta antimafia sul Borgo Vecchio del 2020, che aveva documentato tensioni tra gruppi ultras e interventi di esponenti mafiosi per favorire una tregua tra le diverse fazioni.
La citazione dell’inchiesta riguarda il contesto delle vicende del tifo organizzato e non implica, di per sé, responsabilità penali di Lupo per quei fatti.
Il quotidiano ricorda inoltre una contestazione organizzata dalla Curva Nord 12 nel settembre scorso, quando furono esposti tre striscioni contro il prefetto di Palermo, Massimo Mariani.
La protesta era legata alla decisione di chiudere il settore ospiti in occasione di Palermo-Sampdoria, dopo il divieto di vendita dei biglietti ai residenti in Liguria.
Uno degli striscioni recitava: «Settore chiuso non è normalità, è lo specchio delle vostre incapacità».
La contestazione era nata in solidarietà con i sostenitori blucerchiati, poiché la chiusura dell’intero settore aveva impedito l’accesso anche ai tifosi della Sampdoria residenti fuori dalla Liguria.
La vicenda dei due Daspo rappresenta dunque un nuovo capitolo che coinvolge esponenti storici del tifo organizzato rosanero. Resta ora da seguire l’evoluzione del procedimento giudiziario relativo alla presunta aggressione allo steward.