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Repubblica: “Ombre russe. Pirlo ora rischia”

La candidatura di Andrea Pirlo alla guida della Nazionale italiana si complica sempre di più. Come racconta la Repubblica, oltre ai dubbi di natura tecnica, nelle ultime ore è esploso il caso legato ai rapporti dell’ex centrocampista con Fonbet, il principale marchio russo di scommesse sportive, che rischia di pesare sulla decisione finale della FIGC.

Secondo la Repubblica, alla fine di maggio Pirlo si trovava a Mosca per un evento organizzato proprio da Fonbet, dove ha partecipato a una sessione di autografi insieme all’ex attaccante russo Artem Dzyuba. L’iniziativa rientrava negli accordi commerciali legati al contratto che l’allenatore ha sottoscritto con lo United FC Dubai, società riconducibile all’imprenditore Sergey Lomakin, tra gli azionisti della stessa Fonbet.


L’eventuale nomina a commissario tecnico farebbe decadere quell’accordo commerciale, ma la vicenda ha aperto interrogativi politici e istituzionali. La Repubblica sottolinea come il presidente della FIGC Giovanni Malagò non fosse a conoscenza della clausola relativa ai diritti d’immagine e abbia chiesto approfondimenti ai legali federali prima di assumere qualsiasi decisione.

Resta inoltre da risolvere anche il contratto che lega Pirlo allo United FC Dubai. L’ex campione del mondo si sarebbe detto disponibile a sostenere personalmente i costi necessari per liberarsi dal club, senza gravare economicamente sulla Federazione.

Nel frattempo emergono anche interrogativi legati ai possibili conflitti d’interesse. La Repubblica evidenzia che Nicolò Pirlo, figlio dell’allenatore, collabora con la Gersh Sports, mentre Christian Maldini lavora con la GR Sports di Giuseppe Riso. Pur non essendo agenti sportivi, ma semplici collaboratori, la situazione viene osservata con attenzione alla luce del regolamento federale.

Sul piano politico il caso ha acceso un duro dibattito. Carlo Calenda ha dichiarato che «chi fa o ha fatto propaganda per la Russia dopo il 2022 non dovrebbe ricoprire cariche nazionali». Sulla stessa linea anche Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, che ha criticato la scelta di prestare la propria immagine a un’iniziativa riconducibile alla Russia durante il conflitto in Ucraina.

Molto critico anche Mauro Berruto, responsabile Sport del Partito Democratico, secondo il quale è già problematico promuovere società di scommesse e il coinvolgimento di un’azienda russa rappresenterebbe un’aggravante. Benedetto Della Vedova ha invece invitato Pirlo a riflettere sul significato pubblico delle proprie scelte personali.

Posizioni differenti sono arrivate da Matteo Renzi e Ignazio La Russa. Il leader di Italia Viva ha invitato semplicemente ad augurare buon lavoro al futuro commissario tecnico, mentre il presidente del Senato ha espresso preoccupazione per il momento che attraversa la Nazionale.

Secondo la Repubblica, il caso continua a pesare anche sulle valutazioni di Giovanni Malagò, che non avrebbe ancora sciolto le riserve sulla nomina. Sullo sfondo resta inoltre il nome di Roberto Mancini, che il presidente federale continua a considerare una possibile alternativa qualora la candidatura di Pirlo dovesse definitivamente arenarsi.

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Redazione Ilovepalermocalcio