La corsa alla presidenza della FIGC entra nel vivo. Come racconta la Repubblica nell’analisi firmata da Matteo Pinci, la giornata di ieri ha segnato ufficialmente l’apertura della battaglia elettorale con il deposito delle candidature e dei programmi. Il voto è fissato per il 22 giugno e, secondo quanto riportato da Matteo Pinci su Repubblica, il duello principale appare già delineato: Giovanni Malagò contro Giancarlo Abete, con sullo sfondo la fine dell’era Gravina dopo il terzo Mondiale consecutivo vissuto dall’Italia da spettatrice.
Secondo quanto evidenziato ancora da Matteo Pinci su Repubblica, Malagò partirebbe con una base elettorale importante. Diciannove club di Serie A hanno già sostenuto la sua candidatura, garantendogli una fetta consistente del peso elettorale, a cui si aggiunge il sostegno di calciatori, allenatori e una parte significativa della Serie B. Anche diversi club di Serie C sarebbero pronti ad appoggiare l’ex presidente del CONI.
Nel progetto illustrato da Matteo Pinci per Repubblica, Malagò starebbe già lavorando alla futura struttura federale. Tra le idee più suggestive c’è quella di affidare il rilancio delle Nazionali a Pep Guardiola. Un sogno complicato, sia per l’attuale contratto dello spagnolo con il Manchester City sia per i costi elevatissimi dell’operazione. Per questo motivo restano vive anche le piste italiane che portano a Massimiliano Allegri e Antonio Conte, già sondati negli ultimi giorni.
L’articolo di Matteo Pinci pubblicato da Repubblica sottolinea inoltre come il programma di Malagò ruoti attorno al concetto di sostenibilità, tema centrale del progetto federale. Tra le priorità ci sarebbero tavoli permanenti con le componenti calcistiche, incentivi per i club che valorizzano i giovani italiani, un piano nazionale per gli stadi e controlli più severi sui bilanci delle società professionistiche.
Sul fronte politico e istituzionale, però, non mancano gli ostacoli. Come evidenziato da Matteo Pinci su Repubblica, attorno alla candidatura di Malagò si muovono resistenze importanti. Da Claudio Lotito fino ai ministri Giorgetti e Abodi, diversi protagonisti del panorama sportivo italiano osservano con attenzione la situazione. Sul tavolo resta anche il tema della Legge Severino, che potrebbe alimentare eventuali ricorsi legati al doppio incarico tra CONI e FIGC, oltre alle polemiche sui conti di Milano-Cortina.