Nel giorno del debutto mondiale della Bosnia al posto dell’Italia, Gianni Infantino finisce al centro delle polemiche per una battuta che ha fatto rapidamente il giro del web. Come racconta Repubblica, il presidente della FIFA ha ironizzato sulle difficoltà degli Azzurri nel qualificarsi ai Mondiali, scatenando reazioni immediate da parte delle istituzioni sportive italiane.
Intervenuto ai microfoni di CazéTV, popolare piattaforma YouTube brasiliana seguita da milioni di utenti, Infantino ha affrontato il tema dell’eventuale ampliamento della Coppa del Mondo. Dopo aver ricordato che l’attuale edizione si disputa con 48 nazionali, il numero uno della FIFA ha aperto alla possibilità di un ulteriore allargamento.
«Vediamo come si svilupperà questo Mondiale con 48 squadre. Abbiamo discusso anche di un torneo con 64 partecipanti, ma per ora concentriamoci su questa edizione», ha spiegato Infantino.
Poi la stoccata all’Italia: «Forse l’Italia si qualificherà con 64 squadre. Chissà, potremmo anche arrivare a 128 per essere sicuri della sua partecipazione».
Secondo quanto evidenziato da Repubblica, il presidente FIFA ha probabilmente adattato il proprio linguaggio al pubblico giovane della piattaforma brasiliana, ma la battuta non è passata inosservata. Le dichiarazioni sono diventate virali e hanno generato reazioni contrastanti.
Tra i primi a intervenire c’è stato il ministro per lo Sport Andrea Abodi, che ha preferito mantenere toni istituzionali: «Infantino? Dobbiamo parlarci. Mi interessa conoscere direttamente il suo pensiero».
Molto più netta la posizione della FIGC. La Federazione, citata da Repubblica, ha definito le parole del presidente FIFA «un’uscita infelice» e «una caduta di stile che ha ferito il sentimento dell’intera comunità sportiva italiana», ribadendo come il calcio debba sempre fondarsi sul rispetto reciproco.
Di fronte alle polemiche, Infantino ha provato a smorzare i toni pubblicando sui social una fotografia insieme a Gianni Rivera accompagnata da un messaggio conciliatorio: «Non vedo l’ora di rivedere gli Azzurri protagonisti della Coppa del Mondo 2030».
L’episodio si inserisce in una lunga serie di dichiarazioni controverse che hanno accompagnato negli anni l’attività del presidente FIFA. Repubblica ricorda, ad esempio, il celebre intervento alla vigilia del Mondiale in Qatar nel 2022, quando Infantino dichiarò: «Oggi mi sento qatariota. Mi sento arabo. Mi sento africano. Mi sento gay. Mi sento disabile. Mi sento un lavoratore migrante», parole che suscitarono numerose critiche a livello internazionale.
Più recentemente, lo stesso Infantino aveva invitato l’Italia a «darsi una mossa» per evitare una nuova mancata qualificazione mondiale. Un richiamo che oggi, alla luce della nuova battuta pronunciata in Messico, assume contorni ancora più polemici.