«L’hanno fatta troppo grossa. È inutile continuare». È lo sfogo che Enzo Maresca avrebbe confidato alle persone a lui più vicine nelle settimane precedenti alla rottura. Come racconta Repubblica, così, a Capodanno, è arrivata la fine clamorosa del matrimonio tra il tecnico italiano e il Chelsea, ufficialmente una “separazione consensuale”, ma maturata in un clima ormai compromesso.
Eppure i numeri raccontano altro. In poco più di un anno Maresca ha vinto la Conference League, ha conquistato il Mondiale per Club e ha centrato la qualificazione alla Champions League guidando la squadra più giovane della storia della Premier, con una media età di appena 24 anni. Risultati che, come sottolinea Repubblica, non sono bastati a blindare la sua posizione.
La Premier League perde così l’unico allenatore italiano. Tecnico campano, cresciuto come vice di Pep Guardiola al Manchester City e rilanciato dal calcio dominante e dalla promozione ottenuta con il Leicester, Maresca era considerato l’uomo ideale per il progetto dei Blues. Giovane, capace di lavorare con i giovani e di valorizzarli: da Palmer a Estevao, diversi talenti sono esplosi proprio sotto la sua gestione, come ricostruisce Repubblica.
La frattura, però, sarebbe nata all’interno del club. Secondo la ricostruzione di Repubblica, il Chelsea del magnate americano Todd Boehly avrebbe tirato troppo la corda: scarso riconoscimento dei risultati ottenuti, pretese immediate di vittoria della Premier nonostante una campagna acquisti da oltre un miliardo di euro composta più da talenti che da campioni affermati, oltre a continue ingerenze nella gestione della squadra, degli infortunati e del mercato.
A peggiorare il quadro, l’ultima striscia negativa: una sola vittoria nelle ultime sette partite, compreso il pareggio interno contro il Bournemouth, che ha fatto precipitare la situazione con il Chelsea scivolato al quinto posto. Un rendimento che ha dato il colpo finale all’esperienza di Maresca a West London.
Ma la versione del club è diversa. Repubblica racconta che, informalmente, il Chelsea fa filtrare un altro retroscena: circa un mese fa i dirigenti avrebbero scoperto che Maresca stava trattando in segreto con il Manchester City per succedere al suo maestro Guardiola. L’allenatore avrebbe utilizzato queste lusinghe – oltre a quelle della Juventus, secondo ambienti ben informati – per chiedere un sostanzioso aumento di contratto, in scadenza nel 2029. Da lì, la rottura definitiva.
Di certo, i rapporti erano ormai compromessi. In pole per la panchina del Chelsea c’è ora Liam Rosenior, tecnico dello Strasburgo, club che fa parte della galassia Boehly. E il calendario aggiunge ulteriore pepe alla vicenda: domenica, a Manchester, i Blues affronteranno proprio il City di Guardiola, mentre l’era Maresca è già diventata passato.