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Repubblica: “I tre calciatori del Bra sotto accusa per stupro. Vittima derisa in chat”

Prima la festa per la promozione in Serie C, poi l’incubo. Federico Gottardo su la Repubblica ricostruisce una vicenda che ha scosso il mondo del calcio dilettantistico: tre calciatori del Bra sono finiti a processo con l’accusa di violenza sessuale di gruppo ai danni di una studentessa universitaria torinese.

Secondo quanto riportato da Federico Gottardo su la Repubblica, i fatti risalgono al 31 maggio 2025, durante i festeggiamenti per lo storico traguardo della squadra. Dopo una serata tra locali e brindisi, la giovane avrebbe seguito uno dei calciatori nell’appartamento condiviso con altri compagni, chiarendo di voler avere un rapporto solo con lui.


Come evidenzia Federico Gottardo de la Repubblica, nella stanza sarebbero però entrati anche altri due giocatori, dando vita — secondo l’accusa — a un rapporto sessuale di gruppo non consensuale. Gli inquirenti parlano di condizioni di inferiorità fisica e psichica della ragazza, dovute anche allo stato di ebbrezza.

Un elemento centrale dell’inchiesta, sottolinea Federico Gottardo su la Repubblica, riguarda la diffusione di immagini e video di quella notte nella chat di squadra “We are Champs”, accompagnati da commenti di stampo goliardico. Per uno degli imputati, infatti, è contestato anche il reato di revenge porn.

IL PROCESSO E LE POSIZIONI
Come ricostruito da Federico Gottardo su la Repubblica, i tre imputati — Perseu, Rosa e Mawete — hanno scelto il rito abbreviato e saranno ascoltati il prossimo 25 maggio. Le rispettive società, venute a conoscenza dell’indagine solo in occasione dell’udienza preliminare ad Asti, hanno condannato ogni forma di violenza, riservandosi eventuali provvedimenti.

La difesa, evidenzia ancora Federico Gottardo de la Repubblica, respinge ogni accusa, sostenendo l’assenza di responsabilità penale e parlando di incongruenze nel quadro accusatorio.

IL RACCONTO DELLA VITTIMA
La giovane, costituitasi parte civile, ha descritto un’esperienza traumatica: «Mi sono sentita come un trofeo», ha raccontato, spiegando di vivere ancora oggi con un forte senso di vergogna. Come riporta Federico Gottardo su la Repubblica, durante i fatti avrebbe persino finto di essere priva di sensi pur di porre fine alla situazione.

Le indagini, coordinate dal pm Greco, si basano anche su messaggi e contenuti estratti dagli smartphone, che contribuirebbero a delineare il contesto di quanto accaduto. Dopo quella notte, la ragazza ha deciso di denunciare.

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Redazione Ilovepalermocalcio