La partita per il futuro della FIGC è già iniziata, ben prima della campagna elettorale ufficiale. Come racconta Matteo Pinci su Repubblica, le dimissioni di Gravina non hanno chiuso il suo peso politico, ma lo hanno trasformato nel possibile regista della successione.
Secondo Matteo Pinci su Repubblica, l’ex presidente continua a godere del sostegno della maggioranza delle componenti federali e sta valutando la strategia migliore per indirizzare il voto del 22 giugno. Due le opzioni principali: puntare su Giancarlo Abete, figura di continuità, oppure convergere su Giovanni Malagò.
Come evidenzia Matteo Pinci su Repubblica, dietro questa scelta c’è anche una partita politica. Gravina potrebbe scegliere di sostenere Malagò anche in chiave di contrapposizione al ministro Abodi, con cui i rapporti si sono deteriorati.
Sempre Matteo Pinci su Repubblica sottolinea come Malagò si sia già mosso, avviando contatti con presidenti e calciatori e raccogliendo consensi importanti, soprattutto tra i club di Serie A. La sua candidatura, inizialmente vista come outsider, potrebbe rapidamente consolidarsi.
Il nodo resta quello dei numeri. Come ricorda Matteo Pinci su Repubblica, per vincere servono alleanze trasversali tra le componenti: dilettanti, calciatori e allenatori rappresentano una base decisiva, ma anche la Serie A può spostare gli equilibri.
Sul fondo resta anche l’ipotesi alternativa: un ex calciatore alla guida della FIGC. Il nome più concreto è quello di Demetrio Albertini, ma la sua candidatura avrebbe bisogno dell’appoggio di una componente forte per diventare realmente competitiva.
Attenzione però allo scenario più estremo. Come evidenzia ancora Matteo Pinci su Repubblica, non è del tutto tramontata l’ipotesi commissariamento. Una mancata convergenza su un nome condiviso potrebbe portare a uno stallo elettorale, replicando quanto accaduto nel 2018.
La sensazione è chiara: più che una semplice elezione, quella della FIGC sarà una vera battaglia politica. E i giochi, nonostante le manovre già avviate, sono ancora tutti aperti.