La lunga battaglia istituzionale tra CONI e FIGC potrebbe chiudersi con un compromesso destinato a cambiare completamente lo scenario: commissariare la Federcalcio affidando però l’incarico proprio all’attuale presidente Giovanni Malagò.
È questa la soluzione che, secondo quanto ricostruisce Repubblica, dovrebbe essere proposta oggi dal presidente del CONI Luciano Buonfiglio durante la riunione della Giunta prevista alle 13. Prima dell’appuntamento, Buonfiglio e Malagò dovrebbero incontrarsi a Palazzo H per definire un’intesa maturata nelle ultime ore.
La cautela resta comunque necessaria: l’accordo viene descritto come molto avanzato, ma non ancora formalizzato e quindi suscettibile di cambiamenti.
Malagò commissario della stessa FIGC
La soluzione sarebbe arrivata dopo circa due mesi e mezzo di contrapposizioni, pareri giuridici, diffide e tensioni istituzionali.
Secondo Repubblica, Buonfiglio proporrebbe il commissariamento della FIGC per affrontare la contestata irregolarità relativa alle elezioni federali, indicando però come commissario lo stesso Malagò.
Si arriverebbe così a una situazione particolare: Malagò lascerebbe formalmente la presidenza per assumere immediatamente la guida della Federazione nelle vesti di commissario.
Con poteri, peraltro, più ampi rispetto a quelli ordinariamente attribuiti al presidente, perché il commissario assumerebbe anche le funzioni normalmente esercitate dal Consiglio federale.
Il mandato, tuttavia, dovrebbe essere breve e finalizzato soprattutto a riportare la Federazione alle urne.
Nuove elezioni a gennaio
Per convocare una nuova assemblea elettiva sarebbero necessari almeno 90 giorni. Il voto per la presidenza della FIGC arriverebbe quindi a gennaio.
A quel punto Malagò dovrebbe decidere se candidarsi nuovamente alla guida della Federazione.
Repubblica riferisce che l’attuale presidente potrebbe ripartire dal sostegno della Serie A. La Lega, prima che emergesse la possibilità dell’accordo tra CONI e FIGC, aveva infatti espresso la propria contrarietà a un commissariamento giudicato «del tutto inopportuno», manifestando contemporaneamente «completo supporto» a Malagò.
Nel confronto interno sarebbe emersa anche un’altra ipotesi: affidare l’eventuale commissariamento al presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli. Una strada che, alla luce della soluzione maturata tra Buonfiglio e Malagò, perderebbe però consistenza.
L’accordo maturato nelle ultime ore
La svolta sarebbe arrivata attraverso una serie di contatti diretti tra i due protagonisti. Malagò, mentre si trovava a Maranello prima di raggiungere Bologna per Italia-Turchia, avrebbe avuto tre conversazioni telefoniche con Buonfiglio.
Da quei colloqui sarebbe maturato il compromesso: commissariamento sì, ma con Malagò incaricato di accompagnare la FIGC alle nuove elezioni.
La scelta consentirebbe al CONI, nella ricostruzione proposta dal quotidiano, di intervenire sulla contestazione relativa alle precedenti elezioni evitando contemporaneamente una gestione federale affidata a una figura esterna.
Il ruolo del Governo
La vicenda ha inevitabilmente anche una dimensione politica. Repubblica ricostruisce le pressioni e le tensioni delle ultime settimane attribuendo un ruolo centrale al ministro per lo Sport Andrea Abodi e cita anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che avrebbe incontrato Malagò nei giorni scorsi suggerendogli di valutare le dimissioni.
Si tratta, in questo passaggio, della ricostruzione politica proposta dal quotidiano e non di una posizione ufficiale dei diretti interessati nel testo fornito.
Se la soluzione Malagò-commissario venisse effettivamente approvata dalla Giunta, si aprirebbe quindi una fase transitoria di circa tre mesi.
Il paradosso sarebbe evidente: dopo settimane di scontro e l’ipotesi di una possibile uscita di scena, Giovanni Malagò potrebbe continuare a guidare la FIGC, cambiando semplicemente veste istituzionale, fino alle nuove elezioni federali previste all’inizio del 2027.