L’indagine della Procura di Bari sui rapporti tra Bari e Napoli non si limita più al trasferimento di Elia Caprile. Gli inquirenti stanno infatti estendendo gli accertamenti a tutte le principali operazioni di mercato concluse tra i due club durante la gestione della famiglia De Laurentiis, con l’obiettivo di verificare se alcune cessioni abbiano favorito economicamente il Napoli a discapito della società biancorossa. È quanto emerge dall’approfondimento pubblicato da la Repubblica, che ricostruisce i diversi filoni dell’inchiesta.
Secondo la Repubblica, oltre al procedimento penale e a quello fallimentare già avviati dalla Procura di Bari, si è aperto anche il fronte della giustizia sportiva. Il procuratore federale Giuseppe Chinè ha infatti richiesto gli atti dell’indagine coordinata dal procuratore Roberto Rossi insieme agli aggiunti Ciro Angelillis e Milto De Nozza, con l’obiettivo di verificare l’eventuale esistenza di violazioni delle norme federali.
Come sottolinea la Repubblica, la Procura FIGC dovrà accertare se le operazioni contestate possano aver inciso anche sul principio della lealtà sportiva, valutando in particolare la cessione del portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli nell’estate del 2023.
L’ipotesi investigativa resta quella già emersa nei giorni scorsi. Secondo gli inquirenti, il trasferimento di Caprile al Napoli per circa 2,2 milioni di euro, seguito dalla successiva cessione al Cagliari per circa 8 milioni, avrebbe generato una plusvalenza che avrebbe potuto produrre benefici economici anche per il Bari.
Una ricostruzione che, come ricorda la Repubblica, Aurelio e Luigi De Laurentiis, entrambi indagati per falso in bilancio e bancarotta, hanno già respinto, sostenendo che il valore del calciatore fosse stato determinato attraverso una perizia giurata redatta da un soggetto terzo e indipendente.
Gli accertamenti, però, non riguardano soltanto il caso Caprile. la Repubblica evidenzia infatti che nel decreto di perquisizione eseguito dalla Guardia di Finanza il 7 luglio viene espressamente richiesto di acquisire documentazione relativa anche ad “altre operazioni consimili sul piano sostanziale”, lasciando intendere che l’attività investigativa coinvolgerà ulteriori trasferimenti tra Bari e Napoli.
Tra le operazioni che potrebbero essere oggetto di approfondimento figura quella dell’attaccante Walid Cheddira, acquistato dal Bari dal Parma e successivamente passato al Napoli. Gli investigatori potrebbero inoltre analizzare i numerosi trasferimenti in prestito effettuati dal club partenopeo verso quello pugliese, tra cui quelli di Michael Folorunsho, Eugenio D’Ursi, Franco Ferrari e Filippo Costa.
Come ricostruisce ancora la Repubblica, la famiglia De Laurentiis continua a sostenere la piena regolarità di tutte le operazioni concluse tra le due società, così come considera del tutto fisiologici gli interventi economici effettuati dalla Filmauro per sostenere il Bari nel corso degli ultimi anni.
Di diverso avviso è invece la Procura di Bari, secondo cui tali immissioni di liquidità non sarebbero state sufficienti a garantire la solidità patrimoniale della società biancorossa. Proprio per questo motivo i magistrati hanno chiesto al Tribunale civile l’apertura della procedura di insolvenza.
Sarà ora la sezione fallimentare del Tribunale a valutare la richiesta avanzata dalla Procura, mentre parallelamente proseguiranno sia gli accertamenti penali sia quelli della giustizia sportiva. Come evidenzia la Repubblica, l’inchiesta è destinata ad approfondire l’intero sistema dei rapporti economici e sportivi intercorsi negli anni tra Bari e Napoli durante la gestione della famiglia De Laurentiis.