Il futuro del calcio italiano, il commissariamento della FIGC, le riforme federali, la situazione degli arbitri e il percorso verso Euro 2032. Sono numerosi i temi affrontati da Giovanni Malagò nel corso del suo intervento a Radio Anch’io Sport, trasmissione di Rai Radio 1. Il commissario straordinario della Federcalcio ha analizzato il momento del movimento calcistico nazionale, soffermandosi sulle prospettive delle Nazionali, sulle difficoltà istituzionali e sulle infrastrutture destinate a ospitare gli Europei del 2032. Un argomento, quest’ultimo, che interessa direttamente anche Palermo e il futuro dello stadio Renzo Barbera.
Intervenuto ai microfoni di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, Malagò ha inizialmente evidenziato i segnali incoraggianti arrivati dalle Nazionali italiane, sottolineando l’importanza del percorso di crescita dei giovani e del loro inserimento nella selezione maggiore. «Sono state fatte cose molto importanti. La Nazionale maggiore ha fatto vedere qualcosa di inaspettato dopo la gara col Belgio. L’Under 21 è agli Europei e ha i talenti per puntare al podio e alle Olimpiadi 2028. C’è un travaso verso la Nazionale maggiore che è quello che volevamo, e che sta facendo Claudio Ranieri con il supporto di Gianfranco Zola».
Il dirigente ha quindi allargato il discorso alla situazione generale del calcio italiano, evidenziando anche alcuni aspetti positivi dal punto di vista economico e della partecipazione del pubblico. «Non è vero che il calcio non sta attraversando un bel momento. Il campionato è interessante, le aziende e gli sponsor sono tornati a investire, gli stadi sono pieni non solo in A, ma anche in B e C. Oggi le nostre azioni sono salite».
FIGC, Malagò: «Il commissariamento sarà studiato all’Università»
Uno dei passaggi più significativi dell’intervento ha riguardato il commissariamento della FIGC, una situazione che Malagò ha definito particolarmente complessa e destinata a lasciare conseguenze anche sul piano dell’immagine del movimento calcistico italiano.
«È innegabile che un danno resti, sarebbe poco serio ignorarlo. È una situazione oggettivamente complicata da spiegare a chi è meno addentro agli aspetti tecnici. Chi ha provocato il problema, nel senso buono della parola, ha chiaramente raccontato che io non c’entravo assolutamente nulla».
Malagò ha poi insistito sull’eccezionalità della vicenda, distinguendola dai precedenti commissariamenti della Federcalcio. «So bene che la FIGC ha questo triste record di commissariamenti, ma questo è un caso completamente diverso, tra 50 anni verrà studiato all’Università. Sono il primo a dire che non è una bella cosa».
Il commissario ha inoltre spiegato di aver cercato di accelerare il percorso verso le elezioni federali, ricordando che un’eventuale candidatura alla presidenza della FIGC richiede l’accreditamento da parte di una componente federale.
Arbitri, Malagò: «Aggressioni e mancanza di fondi, il tema dei giovani è pesante»
Nel corso dell’intervista a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, Malagò si è soffermato anche sulle problematiche del settore arbitrale, facendo riferimento alle elezioni dell’AIA e alle difficoltà che il movimento sta affrontando.
Il dirigente ha rivolto i propri complimenti al nuovo presidente Massini, osservando come il risultato particolarmente combattuto delle elezioni abbia evidenziato divisioni interne all’associazione. Tra le questioni più delicate figurano la necessità di avvicinare nuovi giovani all’arbitraggio e la disponibilità di risorse economiche adeguate.
«Il tema dei giovani è pesante. Ci sono state aggressioni fisiche non edificanti, non è un incentivo per chi vuole intraprendere questa carriera. E poi c’è un problema di budget: sono arrivato a giugno con quello del 2026 già impostato e non straordinario, sto cercando fondi da tutte le parti».
Malagò ha quindi affrontato il tema della violenza nei campionati giovanili e dilettantistici, soffermandosi anche sulle proposte di introdurre provvedimenti restrittivi nei confronti dei genitori responsabili di comportamenti aggressivi.
«A chi propone il DASPO per i genitori dico che serve formazione e comunicazione. Dobbiamo raccontare un modo diverso di vivere il calcio rispetto ad atteggiamenti che esistono quasi solo da noi».
Riforme federali e Bianchedi: «Ho sbagliato i tempi della proposta»
Un altro argomento affrontato riguarda le riforme necessarie per il calcio italiano. In vista delle elezioni federali del 14 dicembre, Malagò ha richiamato l’importanza di un confronto tra le diverse componenti, con un incontro informale previsto per il 21 ottobre e con il tema degli agenti tra le questioni da affrontare.
Il commissario si è soffermato anche sulla proposta relativa a Diana Bianchedi, riconoscendo di aver scelto un momento poco opportuno per presentarla.
«Sono convinto sia la persona che più di tutte può rappresentare quel ponte di valori tra il calcio e gli altri mondi. Ma ho sbagliato il timing: averlo proposto ad agosto, a campionato fermo, è stato interpretato come una provocazione. Ho imparato che anche le decisioni logiche sono influenzate dall’aspetto temporale».
Una riflessione che mette in evidenza la necessità di trovare una condivisione più ampia sulle scelte istituzionali, evitando che proposte considerate utili vengano ostacolate dalle tempistiche o dalle tensioni tra le diverse componenti.
Euro 2032, Malagò sugli stadi: «Spero che la scelta arrivi il più tardi possibile»
Particolarmente interessante anche il passaggio dedicato a Euro 2032 e alla selezione degli impianti che ospiteranno le partite della manifestazione continentale.
Interrogato durante Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1 sui tempi della comunicazione della cinquina definitiva degli stadi italiani, Malagò ha espresso una posizione precisa.
«Spero il più tardi possibile, così andiamo avanti con tutti i progetti».
Una dichiarazione che sottolinea l’importanza di consentire alle città interessate di proseguire il lavoro sulle infrastrutture, senza interrompere anticipatamente i percorsi progettuali.
Il tema riguarda da vicino anche Palermo, impegnata nel percorso legato alla candidatura dello stadio Renzo Barbera per gli Europei del 2032. Le parole di Malagò non rappresentano un’indicazione sulle sedi che saranno selezionate, ma evidenziano la volontà di favorire l’avanzamento dei progetti prima della decisione definitiva.
Il commissario ha inoltre affrontato il rapporto tra politica e istituzioni sportive, ribadendo la necessità di rispettare le rispettive competenze.
«È normale che chi fa politica eserciti il proprio ruolo, ma sta all’intelligenza delle persone dare supporto senza andare oltre le valutazioni che spettano allo sport».
De Laurentiis e Lega Serie A: «Aurelio è un amico»
Nella parte conclusiva dell’intervista, Malagò ha risposto anche alle dichiarazioni del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, che aveva manifestato apprezzamento nei suoi confronti.
«Aurelio è un amico, è sempre un affettuoso sponsor e supporter. Gli piace vestire spesso i panni del tifoso ultrà, quindi posso solo ringraziarlo».
Il dirigente ha quindi affrontato l’ipotesi di una candidatura alla presidenza della Lega Serie A, sottolineando come ogni decisione debba spettare alle società.
«Credo sia giusto e doveroso che siano loro a decidere. So che l’assemblea è in programma il 16, quindi nel corso di questa settimana si completeranno le valutazioni. La decisione spetta a loro. Se mi aspetto la ricandidatura? Modestamente sì…».
Le dichiarazioni rilasciate a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1 delineano dunque un quadro di importanti appuntamenti per il calcio italiano, chiamato ad affrontare il percorso verso le elezioni federali, le riforme strutturali e la questione degli impianti sportivi.
Per Palermo resta particolarmente significativo il passaggio dedicato a Euro 2032. La volontà espressa da Malagò di posticipare il più possibile la scelta definitiva degli stadi nasce dall’esigenza di consentire ai progetti di proseguire il proprio sviluppo. Una prospettiva che mantiene alta l’attenzione anche sul futuro del Renzo Barbera.