SERIE D

R Star Palermo Football Meeting, Perinetti: «Baccin ha dimostrato di valere l’Inter. Corvino tra i pochi ad avere autonomia»

Giorgio Perinetti ha analizzato l’evoluzione della figura del direttore sportivo intervenendo a margine dell’R Star Palermo Football Meeting, soffermandosi in particolare su Dario Baccin e Pantaleo Corvino.

Perinetti ha spiegato quanto sia cambiato nel corso degli anni il lavoro del dirigente: «Siamo testimoni di un cambiamento nel tempo di una professione che ha avuto tanti aspetti. È passato dall’essere praticamente il direttore commerciale della società, perché i ricavi delle società erano prima soltanto i biglietti venduti e le plusvalenze reali coi calciatori. Si aveva un rapporto diretto coi presidenti. Poi con l’avvento dei procuratori e del loro abuso fatto dalle società spesso è cambiato».


Un’evoluzione diventata ancora più evidente con l’ingresso nel calcio dei fondi stranieri e con strutture societarie sempre più articolate: «Ieri avevamo un intervento diretto dei presidenti, oggi invece specialmente nelle società gestite da fondi stranieri, c’è stato uno stravolgimento. Oggi il direttore ha una sua area, sportiva, ma deve confrontarsi con tutti gli altri reparti della società. Non un problema ridotto, ma distribuito in tante parti».

Perinetti ha quindi indicato Pantaleo Corvino come uno dei dirigenti che ancora oggi riescono a conservare una significativa autonomia: «Non voglio dire se sia meglio o peggio, bisogna adattarsi. Corvino è uno dei pochissimi a mantenere una propria autonomia, perché è bravo ed è riuscito sempre a farsi rispettare».

Poi una riflessione sul proprio percorso professionale: «Io mi sono adeguato. Ho perso, per vari motivi, soprattutto personali, un po’ di quella cattiveria che può servire. Ho fatto una scelta precisa, ma spero di poter continuare con questo mestiere».

Spazio infine a Dario Baccin, dirigente cresciuto professionalmente anche al fianco di Perinetti e oggi direttore sportivo dell’Inter. Il giudizio è particolarmente positivo: «Baccin è il prototipo di ciò che si sperava di assecondare nella crescita. È un ragazzo serio, determinato, professionale, discreto. Aveva delle qualità e si è meritato la chiamata dell’Inter».

Perinetti ha quindi concluso sottolineando il percorso compiuto dal dirigente: «Per dieci anni ha vissuto l’ambiente Inter e oggi l’Inter lo mette al comando perché lui ha dimostrato di valere l’Inter».

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Redazione Ilovepalermocalcio