Un curioso retroscena sugli inizi della carriera di Fabio Grosso. A raccontarlo è stato il direttore sportivo Fabio Lupo, intervenuto a Palermo in occasione dell’R Star Palermo Football Meeting.
Lupo ha ricordato quando conobbe Grosso nel 1999, quando il futuro campione del mondo vestiva la maglia del Chieti: «Io ho avuto la fortuna di avere Fabio Grosso come giocatore nel Chieti nel 1999. All’epoca c’era un accordo trilaterale tra Chieti, Teramo e una squadra dilettantistica di Pescara. Grosso avrebbe dovuto fare un anno a Teramo, uno a Chieti e poi sarebbe stato venduto e le tre società si sarebbero ripartite la cifra. Un accordo avveniristico per l’epoca».
Il dirigente ha quindi ammesso di non aver immaginato fino a dove sarebbe potuto arrivare quel giovane calciatore. Grosso avrebbe infatti costruito una carriera di altissimo livello, fino a diventare uno dei protagonisti del trionfo dell’Italia ai Mondiali del 2006.
«Grosso era destinato a fare una buona carriera, ma se nel 1999 qualcuno mi avesse detto che quello sarebbe stato il calciatore che ci avrebbe fatto vincere il Mondiale sette anni dopo, gli avrei dato del matto. E questo fu un errore di valutazione a parte mia».
Un ricordo che riporta alle origini del percorso di Grosso, quando era ancora lontano dai grandi palcoscenici che avrebbe successivamente raggiunto. Una carriera che avrebbe avuto anche Palermo come tappa importante, prima di arrivare fino alla notte di Berlino e alla conquista del titolo mondiale con la Nazionale italiana.