Giancarlo Abete rompe gli indugi e conferma la volontà di proseguire il proprio percorso verso la candidatura alla presidenza della FIGC. Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti ha parlato al termine dell’incontro con la Lega Serie B andato in scena a Roma, affrontando i temi legati al futuro del calcio italiano e alla necessità di creare un confronto tra tutte le componenti federali.
«È stato un confronto positivo, una chiacchierata importante sui problemi del calcio», ha spiegato Abete, sottolineando l’importanza del dialogo in una fase particolarmente delicata per il movimento. Secondo il dirigente federale, il metodo scelto dalla Serie B e dalla Serie C rappresenta «un metodo vincente» perché consente confronto, partecipazione e approfondimento sulle criticità esistenti.
Abete ha poi evidenziato la necessità di costruire un percorso condiviso: «L’obiettivo era ed è che tutte le componenti si mettano a un tavolo per discutere delle problematiche. Alcune sono interne, altre riguardano i rapporti tra le componenti e altre ancora coinvolgono richieste da avanzare al Governo e al Parlamento».
Nel corso dell’incontro, il presidente della LND ha ribadito anche la propria intenzione di andare avanti con la candidatura alla guida della FIGC: «La presentazione di una candidatura serve a determinare e facilitare un percorso nei quaranta giorni successivi di approfondimento delle tematiche».
Abete ha poi analizzato il momento del calcio italiano, spiegando come il vero problema non riguardi soltanto il nome del futuro presidente federale: «Non è in discussione la qualità della persona che sarà presidente della Federazione. Gabriele Gravina è un presidente di qualità, ma serve la capacità di affrontare i problemi esistenti dopo aver fatto sintesi. Se chi sta attorno non riesce a fare sintesi, non basta nemmeno un grande presidente».
Infine, il dirigente ha sottolineato la differenza nei confronti avuti finora con le varie componenti del calcio italiano: «Con la Serie B e la Lega Pro c’è stata la possibilità di ascoltare, parlare e rispondere alle domande. Con la Serie A invece non c’è stata alcuna opportunità di confronto».
Parole che fotografano un momento di riflessione profonda all’interno del calcio italiano, tra equilibri federali, candidature e la necessità di trovare una direzione comune per affrontare le criticità del sistema.