Poteva essere una goleada, invece è solo un pari: Ballardini, insegna al Palermo come si segna…

“Se solo sapessimo far gol…”. E’ il rammarico di tutti: dei giocatori in primis, dell’allenatore (ieri Iachini, oggi Ballardini), del presidente, di tutti i tifosi rosanero. Questo 1-1 ottenuto allo stadio “Olimpico” vale un punto sì prezioso, ma anche due punti persi in classifica in virtù delle occasioni avute per portare a casa la vittoria. Il Palermo non sa segnare. Lo dicono i numeri: 13 gol fatti, peggio di noi solo l’Udinese ed il Verona di Di Natale e Toni (ormai prossimi alla pensione), solo il Carpi e il Frosinone (che, con tutto il rispetto, appartengono ad un’altra categoria). Un dato che conferma come questa squadra abbia davvero molti limiti lì davanti.

Dei limiti dovuti a tante ragioni. In primis la costruzione di un reparto offensivo in estate fatta con troppa superficialità: “Prendiamo questo, prendiamo quell’altro…. Alla fine si è rimasti con due soli attaccanti veri in rosa (diventati poi uno dopo l’infortunio di Djurdjevic) e una serie di centrocampisti offensivi che stanno provando a fare le punte, senza però riuscirci. Scelte sbagliate, che ormai hanno ammesso tutti: lo aveva evidenziato agli albori Beppe, lo ha riconosciuto Zamparini, lo ha risottolineato Davide. A gennaio bisogna rinforzarsi.

Ma nel frattempo, quali rimedi possono essere messi in attoLa difesa, nonostante persista ancora qualche momento di affanno, è sembrata più solida grazie al lavoro di entrambi i mister: Gonzalez è sembrato in ripresa e Goldaniga, oltre che ad essersi rivelato un goleador (in attesa che chi di dovere si incarichi di farlo), si è mostrato solido e attento. Dal centrocampo in su, però, c’è ancora parecchio da sistemare. Perché il Palermo crea, attacca, arriva dentro l’area, tira: ma non segna. Ieri pomeriggio Chochev si è divertito a centrare Marchetti, Hiljemark si è preso un giorno di vacanza, Vazquez è stato troppo delicato, Gilardino a pochi passi non è riuscito a spingerla dentro. Una possibile goleada si è trasformata in un pareggio deludente.

Intanto al “Tenente Onorato” sono ritornati libri e banchi di scuola. La lezione del giorno: “Come mettere la palla in fondo al sacco”. Alla lavagna, il mister indica con la bacchetta i punti critici della porta: l’incrocio dei pali, l’angolino basso (lanciando un’occhiataccia ai propri ragazzi). Sguardi perplessi tra i compagni di classe. Per rinforzare ancor più il concetto, i magazzinieri stanno evidenziando pali e traverse (sperando non ritorni nuovamente la “moda” di colpirli). Tiri in porta allo sfinimento, bacchettate a chi sbaglia e premi per chi mostra progressi. Sarà una settimana di allenamenti alternativi, forse il modo migliore per preparare la partita con la Juventus che quest’anno non è irresistibile. Ma per vincere bisogna andare in rete. Per cui Ballardini, insegna al Palermo come si segna…

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Luca La Barbera