La pirateria continua a rappresentare una delle principali minacce per il settore sportivo e audiovisivo italiano. A lanciare l’allarme è stato Romano Righetti, general counsel di DAZN Italia, intervenuto agli Stati Generali della lotta alla pirateria.
Come riportato dall’ANSA, i dati dell’ultimo Osservatorio Fapav/Ipsos relativi al 2025 evidenziano un fenomeno ancora in espansione, strettamente collegato alla crescente popolarità degli eventi sportivi. «I dati dell’ultimo Osservatorio Fapav/Ipsos relativi al 2025, ci restituiscono un quadro preoccupante perché all’aumentare dell’attrattività e dei successi dello sport, indipendentemente dalla competizione, aumenta l’acquisto illegale di eventi sportivi. Bisogna continuare ad intervenire in maniera decisa e costante», ha dichiarato Righetti, come riferisce l’ANSA.
Secondo quanto riportato dall’ANSA, DAZN ha già avviato una serie di iniziative legali nei confronti di soggetti individuati e sanzionati dalla Guardia di Finanza nell’ambito di diverse indagini coordinate dalle Procure italiane.
Righetti ha inoltre sottolineato che il fenomeno non riguarda esclusivamente il calcio. «La pirateria negli eventi sportivi non riguarda solo il calcio e appare in aumento», ha spiegato il dirigente di DAZN, citato dall’ANSA.
Particolarmente significativo il dato economico evidenziato durante l’incontro. Sempre secondo l’ANSA, la capacità di adattamento delle organizzazioni che operano nel mercato illegale rende estremamente complessa l’azione di contrasto. «La velocità di crociera con cui i pirati affinano gli ingranaggi della macchina dell’illegalità è altissima e può essere misurata in oltre 900.000 euro al giorno. I tempi con cui si svolgono i procedimenti amministrativi e penali sono obbligatoriamente più lunghi. Questo fatto è un vantaggio che i pirati sfruttano a loro favore», ha aggiunto Righetti.
L’intervento rilancia quindi il tema della tutela dei diritti audiovisivi e della necessità di strumenti sempre più efficaci per contrastare un fenomeno che, secondo i dati citati dall’ANSA, continua a generare danni economici significativi per broadcaster, organizzatori e per l’intero sistema sportivo.