PALERMO

Pierozzi: «Che orgoglio indossare la maglia del Palermo. Con mio fratello Edoardo un legame unico»

Il difensore del Palermo FC Niccolò Pierozzi è intervenuto ai microfoni di Giulia Fazio e Davide Cammarata per RGS nel corso della rubrica Rgs feat, rilasciando le seguenti dichiarazioni.

Al suo secondo anno in rosanero, Pierozzi ha parlato del significato di vestire la maglia del Palermo: «Tanto orgoglio, mi piace davvero stare in questa città, in questa squadra. È bellissimo venire al Barbera, quindi sono veramente orgoglioso e felice di essere al Palermo».

Spazio poi a un momento più personale, con alcune foto legate alla sua infanzia: «Però diciamo sì, c’è questo dubbio perché qualche volta è possibile confondersi. No, un ragazzino di quelli belli attivi, poi sempre in due perché eravamo sempre in due. Sempre con la palla a terra, sempre insieme a giocare. Quindi mia mamma ce ne ha dette tutti i colori per qualche vetro rotto. Però questa foto la eliminiamo, segnaliamo tutto».

In vista del Carnevale, una domanda più leggera: quale maschera indosserebbe per intimorire gli avversari? «Così su due piedi, non sono mai stato un amante di questa festa, però non lo so. Io da piccolo mi mascheravo sempre dalle tartarughe ninja, che erano da Donatello. Se il primo che mi viene in mente mi ricordo. Sì, lo farebbe, non ho paura, ma sarebbe sicuramente iperattivo come me».

Inevitabile poi un passaggio sul rapporto con il fratello gemello Edoardo, cresciuto con lui anche calcisticamente nel settore giovanile della ACF Fiorentina: «È stato un rapporto bellissimo. Ormai siamo da un po’ di anni divisi, ma è come se fossimo sempre insieme. Basta veramente poco per capirsi, sentirsi. Abbiamo fatto tutto il percorso insieme, giovani della Fiorentina, dagli otto fino alla Primavera. E quindi siamo sempre in simbiosi, perché poi stessa scuola, stessa squadra, alla fine condividi proprio tutto con un’altra persona. È bello, poi ognuno ha preso il suo percorso ed è giusto così. È bello anche ritrovarsi dopo qualche periodo lontano e ci godiamo i momenti insieme».

Infine, con un sorriso, l’ammissione su qualche “scambio di persona” ai tempi della scuola: «Sì, a scuola spesso, perché facciamo davvero fatica a riconoscerci. Sì, tante volte. Poi alla fine la gente non ti riconosce, ti dice Edoardo, sono io».

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Redazione Ilovepalermocalcio