PALERMO – I risultati premiano Inzaghi, ma non è più un Palermo per under. Nella corsa alla promozione, le gerarchie si sono consolidate e i giovani nati dal 2002 in poi stanno trovando sempre meno spazio. Come analizza Alessandro Arena sul Giornale di Sicilia, la crescita della squadra ha ristretto le rotazioni, privilegiando esperienza e affidabilità.
L’eccezione è Peda, il più utilizzato tra i giovani. Il difensore ha saputo ritagliarsi un ruolo importante nel terzetto arretrato, diventando una pedina credibile nelle rotazioni. Diverso il discorso per gli altri.
Vasic e Giovane ai margini
Emblematico il caso di Vasic. Dopo un buon avvio nel 2025, con anche un assist nel pari di Mantova, ha giocato appena 23 minuti nelle ultime sei partite. Giovane è fermo all’apparizione contro il Martelli e, già tra dicembre e inizio gennaio, aveva raccolto soltanto 28 minuti in quattro gare.
Come sottolinea Alessandro Arena sul Giornale di Sicilia, la concorrenza e le scelte tecniche stanno comprimendo gli spazi per gli under, in una fase della stagione in cui ogni punto pesa.
Corona e Veroli in attesa
Situazione analoga per Corona, che paga la presenza di Pohjanpalo. L’attaccante ha messo insieme appena 31 minuti nelle ultime dodici partite, distribuiti in tre spezzoni. Per Veroli, invece, pesa anche un infortunio che lo ha fermato proprio quando stava trovando continuità. In tutto il campionato ha giocato dall’inizio solo tre volte e in 17 occasioni non è sceso in campo.
Unica parentesi significativa quella di Peda, titolare in sette delle ultime nove gare. Ma con il ritorno a pieno regime di Magnani, anche per lui la concorrenza aumenta.
Secondo Alessandro Arena sul Giornale di Sicilia, il Palermo ha scelto la via della concretezza: meno spazio agli esperimenti, più fiducia ai titolari. Le scelte stanno funzionando in termini di risultati, ma il prezzo è una squadra sempre meno “under” e sempre più orientata all’esperienza.