PALERMO –
Sei giocatori per due maglie. Non è un semplice ballottaggio in vista della trasferta di Bari, ma una fotografia precisa del percorso tecnico del Palermo dopo ventuno giornate di campionato. Alle spalle di Pohjanpalo, Inzaghi ha ruotato uomini e caratteristiche alla ricerca della formula ideale, come ricostruisce Valerio Tripi su Repubblica Palermo.
Matteo Brunori, poi ceduto alla Sampdoria, Emanuel Gyasi, Jacopo Segre, Aljosa Vasic, Antonio Palumbo e Jeremy Le Douaron si sono alternati sulla linea dei due trequartisti, formando coppie chiamate non solo a rifinire, ma anche a garantire equilibrio in fase di non possesso. Con il passare delle settimane, però, una certezza è emersa: uno dei due posti è diventato di proprietà di Palumbo, mentre l’altro resta ancora oggetto di valutazioni, secondo quanto scrive Valerio Tripi su Repubblica Palermo.
I numeri raccontano chiaramente la ricerca di continuità. Solo per quattro partite consecutive Inzaghi ha confermato la stessa coppia, Palumbo-Le Douaron, alle spalle del centravanti finlandese. Per il resto della stagione, il tecnico ha continuato a cambiare interpreti e combinazioni, anche a causa degli infortuni, come quello che ha fermato Gyasi e costretto a rivedere alcune gerarchie, analizza Valerio Tripi sulle colonne di Repubblica Palermo.
L’inizio del campionato aveva visto Brunori e Gyasi partire titolari contro Reggiana e Frosinone, prima dell’inserimento di Le Douaron nella trasferta di Bolzano contro il Südtirol. Ma il vero spartiacque è stato l’ingresso in condizione di Palumbo: dalla gara interna con il Bari, l’ex Modena non ha praticamente più lasciato il campo, giocando 15 partite su 18 nel ruolo per cui era stato acquistato. Le uniche eccezioni sono state la sfida con il Venezia, affrontata con il 3-5-2, quella con il Monza, con Segre titolare, e la trasferta di Chiavari contro l’Entella, dove è stato lanciato Vasic, racconta ancora Valerio Tripi su Repubblica Palermo.
Alle spalle di Palumbo, il più impiegato è stato Le Douaron con 12 presenze dal primo minuto sulla linea dei trequartisti. Il francese ha fatto coppia con Gyasi, con Palumbo, con Segre e anche con Vasic, inaugurando proprio con il serbo il cosiddetto “nuovo corso” del Palermo a partire da Chiavari. Più indietro Brunori, con cinque presenze più quella da seconda punta contro il Venezia, mentre Segre e Vasic inseguono a quota due. Il serbo, in particolare, ogni volta che parte titolare sembra vicino alla conferma, ma non è mai riuscito a giocare due gare di fila dall’inizio.
Le scelte di Inzaghi e le trattative di mercato in corso indicano chiaramente dove il Palermo pensa di trovare il salto di qualità: in quel ruolo tra le linee che deve aumentare la pericolosità offensiva. Servire con continuità palloni giocabili a Pohjanpalo, già capocannoniere del campionato con 12 reti, è la chiave per alzare il rendimento di una squadra oggi quarta in classifica, a sei punti dal Venezia secondo, che al momento chiude la zona promozione diretta.