Il Palermo deve continuare a restare sulla riva del fiume, senza farsi trascinare dalla corrente dell’entusiasmo. È questo il concetto chiave evidenziato da Luigi Butera sul Giornale di Sicilia, analizzando il momento dei rosanero, reduci da una striscia di undici partite senza sconfitte che rappresenta una delle fasi più solide della stagione.
Per non interrompere la serie positiva, però, esiste una sola strada: riproporre lo stesso spirito visto nelle ultime trasferte di Bari ed Empoli. Due gare diverse nello sviluppo, ma identiche nel risultato finale. Come sottolinea ancora Luigi Butera sulle colonne del Giornale di Sicilia, è proprio l’atteggiamento ad aver fatto la differenza, permettendo al Palermo di soffrire, reagire e colpire nei momenti decisivi.
La qualità della squadra non è mai stata in discussione. Anzi, il ritorno di Magnani e l’impatto immediato di Johnsen hanno ulteriormente alzato il livello tecnico del gruppo. Il norvegese, all’esordio, ha danzato sulle punte come solo i giocatori di grande classe sanno fare. Ma, come ricorda il Giornale di Sicilia nell’editoriale firmato da Luigi Butera, per venire a capo di questo campionato serve anche il giusto atteggiamento mentale, quello che ha consentito ai rosa di strappare punti pesanti lontano dal “Barbera”.
La Serie B resta un torneo imprevedibile, capace di ribaltare scenari e gerarchie nel giro di poche settimane. Venezia e Monza hanno già vissuto fasi opposte, mentre il Frosinone resta un riferimento. La storia recente insegna che nulla è scontato e che ogni turno può cambiare gli equilibri. Un concetto ribadito ancora da Luigi Butera sul Giornale di Sicilia, che invita alla prudenza nonostante la classifica sorrida.
Domani, contro la Sampdoria, serviranno quindi umiltà e soprattutto cattiveria agonistica. La A è tornata nel mirino e perderla nuovamente di vista per una virgola sbagliata sarebbe imperdonabile. Il Palermo ha dimostrato di essere una squadra vera, capace di tirare fuori la propria qualità anche nei momenti di difficoltà. Ora la sfida è una sola: crederci sempre, fino all’ultimo pallone.