«Sarà tosta, ma per conquistare il nostro sogno bisogna costruire qualcosa nel tempo». Filippo Inzaghi non usa giri di parole alla vigilia di Palermo-Spezia, una partita che può segnare un crocevia importante della stagione rosanero. Come racconta Alessandro Geraci su la Repubblica Palermo, il tecnico è convinto che la strada intrapresa sia quella giusta: «Ho cercato di creare uno zoccolo duro, la strada è segnata: se continuiamo così ci divertiremo».
Al Renzo Barbera va in scena una sfida tra ambizioni diverse ma ugualmente cariche di tensione. Il Palermo arriva all’appuntamento da quarta forza del campionato con 34 punti, forte di un cammino costruito soprattutto in casa, dove qualità offensiva e solidità difensiva hanno spesso fatto la differenza. L’ultimo pareggio esterno contro il Mantova, maturato nei secondi finali, ha lasciato amarezza, ma non ha scalfito le certezze del gruppo, come sottolinea Alessandro Geraci sulle colonne di la Repubblica Palermo.
«Quando sei in vantaggio gli avversari si buttano in avanti. A Mantova è stata una partita diversa, non ci siamo difesi perché non abbiamo subìto nulla. Dovevamo chiuderla, ma se giochiamo così molte le vinciamo», ha spiegato Inzaghi, ribadendo la fiducia nella crescita della squadra. Una crescita certificata anche dai numeri: dieci punti in più rispetto alla scorsa stagione e la miglior difesa del campionato. Un dato rimarcato dallo stesso tecnico nell’intervista riportata da Alessandro Geraci su la Repubblica Palermo.
Di fronte ci sarà uno Spezia in difficoltà, diciottesimo in classifica, reduce da due vittorie e tre sconfitte nelle ultime cinque gare. La squadra di Donadoni arriva in Sicilia con il bisogno di interrompere un andamento altalenante, soprattutto lontano da casa, dove ha spesso mostrato limiti di continuità e incisività offensiva. Il match rappresenta per i liguri un’occasione per rilanciarsi, ma anche un banco di prova complicato.
«Il loro allenatore trova sempre le soluzioni giuste. Con lo Spezia ho combattuto tanto. Abbiamo rispetto, ma siamo il Palermo e per giunta in casa: mi auguro che nei miei ragazzi ci sia rabbia dal primo minuto», avverte Inzaghi, come riportato ancora da Alessandro Geraci su la Repubblica Palermo.
Dal punto di vista tattico, il Palermo dovrebbe confermare il 3-4-2-1. In avanti il punto di riferimento resta Joel Pohjanpalo, capocannoniere della Serie B, pronto a guidare l’attacco dopo aver gestito le energie in settimana. Alle sue spalle spazio a Palumbo e Vasic, favorito su Le Douaron. In mezzo al campo agiranno Segre e Ranocchia, con Pierozzi e Augello sugli esterni. In difesa Joronen tra i pali e terzetto composto da Bereszynski, Bani e uno tra Veroli e Ceccaroni, quest’ultimo reduce da un attacco febbrile ma tornato ad allenarsi. Magnani è indisponibile, ma Inzaghi guarda già al suo rientro: «Un pezzo da novanta. Avremo un’arma in più per il futuro», parole riportate da Alessandro Geraci su la Repubblica Palermo.
Donadoni dovrebbe rispondere con un 3-5-2 più prudente, puntando sull’equilibrio e sulle ripartenze, ma dovrà fare a meno di Zurkowski, Sarr e Bandinelli. Il fattore Barbera, con oltre 24 mila spettatori attesi, potrebbe incidere in modo decisivo. «Non sarò in panchina per l’espulsione ed è ingiusto, ma abbiamo bisogno di riprenderci i punti persi a Mantova», conclude Inzaghi. Palermo e Spezia arrivano così al confronto con esigenze opposte ma identica pressione: da una parte la corsa alla promozione, dall’altra la lotta per la sopravvivenza. Un duello di nervi, prima ancora che di tattica, come evidenzia ancora Alessandro Geraci su la Repubblica Palermo.