Il Palermo corre, vince e manda segnali chiari al campionato. La squadra di Inzaghi ha trovato continuità, risultati e una convinzione crescente, alimentata da un gruppo che ha scelto di guardare avanti senza distrazioni. A raccontare lo stato d’animo dello spogliatoio è Jacopo Segre, protagonista dell’ultimo periodo rosanero, intervistato da Nicola Binda per la Gazzetta dello Sport.
La Serie B resta un campionato equilibrato e competitivo, ma il Palermo non vuole farsi condizionare dal contesto. Segre lo spiega con lucidità, come riporta Nicola Binda sulla Gazzetta dello Sport:
«Stanno facendo un grande campionato tutte, ma ripeto: pensiamo a noi e manteniamo questa continuità lavorando tanto e seguendo il mister, meglio di lui a trasmetterci la voglia di vincere non c’è nessuno».
Uno dei temi centrali è quello legato ai gol e alla possibile gestione offensiva senza Brunori. Segre non si sottrae e manda un messaggio forte, riportato integralmente da Nicola Binda sulle colonne della Gazzetta dello Sport:
«Io non so cosa succederà sul mercato, di certo a Matteo ero molto legato. Comunque rispondo di sì, siamo in tanti a poter segnare: se non fa 30 gol Pohjanpalo, ci pensiamo noi».
Nel percorso di crescita del centrocampista rosanero c’è anche il rapporto con gli allenatori avuti a Palermo. Da Corini a Mignani, passando per Dionisi, fino ad arrivare a Inzaghi. Segre fa un bilancio maturo, come emerge nell’intervista firmata da Nicola Binda per la Gazzetta dello Sport:
«Ognuno mi ha lasciato qualcosa. Inzaghi da anni voleva lavorare con me, speriamo che questo torneo ci possa cambiare la vita. Riguardo gli altri, ho tenuto un bel rapporto con Corini».
Proprio Eugenio Corini rappresenta un riferimento anche nei numeri. È l’unico centrocampista della storia del Palermo ad aver segnato più gol di Segre, 27 contro 18. Un confronto che Segre vive con rispetto e ambizione, come sottolinea ancora Nicola Binda sulla Gazzetta dello Sport:
«Sì, ma lui batteva anche rigori e punizioni! Gliel’ho detto e ho promesso di batterlo. È un onore avere un riferimento così».
Segre: «Il gol ce l’ho nel sangue: devo schiantarla dentro».