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Palermo, Segre: «Il meglio deve ancora venire. Il futuro è roseo»

Il meglio deve ancora venire. Non è solo una citazione di Ligabue, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti. Jacopo Segre guarda avanti con fiducia e lega il proprio percorso a quello del Palermo. In un’intervista concessa a Giovanni Mazzola per GianlucadiMarzio.com, il centrocampista rosanero racconta presente, ambizioni e sogni.

«Sono consapevole che, dal punto di vista prettamente sportivo, il meglio debba ancora venire e ovviamente il mio obiettivo è viverlo da protagonista».

Un “meglio” che per Segre ha un significato preciso: Serie A. Come evidenzia Giovanni Mazzola su GianlucadiMarzio.com, il Palermo di Inzaghi è pienamente in corsa nel serrato quartetto con Venezia, Frosinone e Monza. Dodici partite ancora da giocare, margini sottili, equilibrio totale.

«Non dobbiamo sprecare energie a guardare la classifica – ammette Segre – C’è ancora più di un quarto di campionato da giocare e nessuno in testa vuole mollare. Probabilmente questa “maratona” si deciderà solo alla fine, quindi sarà basilare avere soprattutto resistenza fisica e mentale».

I numeri sono dalla parte dei rosanero: quattordici risultati utili consecutivi, otto vittorie di fila al Barbera. Il fortino è tornato a essere tale.

«Ciò che fa davvero la differenza è l’energia tra noi e la nostra gente – aggiunge Segre – Non è una frase fatta: quando il Barbera spinge ci sembra di volare sul campo».

Nell’intervista rilasciata a Giovanni Mazzola per GianlucadiMarzio.com, Segre sottolinea anche il peso della guida tecnica di Filippo Inzaghi. Quattro gol e tre assist certificano una stagione solida, la seconda migliore in rosanero.

«Dal primo giorno in ritiro Inzaghi ci ha trasmesso una mentalità vincente – racconta – Tutti noi abbiamo un enorme rispetto nei suoi confronti, non solo per il suo passato da campione ma anche per il modo di guidare questo gruppo e per la sua grande empatia con lo spogliatoio, e vederlo correre in campo per esultare con noi dopo un gol è qualcosa di speciale».

«Il futuro del Palermo non può che essere roseo»

Il legame con la città è ormai profondo. Segre lo ribadisce con parole nette nell’intervista pubblicata da GianlucadiMarzio.com e firmata da Giovanni Mazzola:

«Palermo è ormai la mia seconda casa. In quattro anni il legame con la città e con la sua gente è diventato indissolubile. Anche nei momenti difficili i palermitani continuano a sostenerti, per questo dentro ognuno di noi c’è un sincero senso di riconoscenza che ti spinge a dare sempre tutto in ogni occasione».

Centotrentasei presenze in rosanero accompagnano la crescita del club sotto la gestione City Football Group.

«Ho avuto la fortuna di essere arrivato a Palermo nella prima stagione dell’era City Football Group. Dall’inaugurazione del primo centro sportivo nella storia del Club all’amichevole con il Manchester City della scorsa estate, ho vissuto da protagonista momenti che resteranno impressi nella storia del Palermo. Per qualsiasi calciatore è un orgoglio poter avere alle spalle una Società talmente solida e organizzata, il futuro del Palermo non può che essere roseo».

E sul rinnovo, con contratto fino al 2027:

«Quando ci sono sentimenti talmente forti come quello che mi lega a questo Club è superfluo parlare di contratti».

«Le promesse si fanno con i fatti»

Segre è laureato in scienze motorie, un percorso che incide anche sulla sua quotidianità da atleta.

«La laurea in scienze motorie mi aiuta a essere più consapevole del mio corpo e del lavoro che facciamo ogni giorno – spiega il “dottor Segre” – Inoltre, la passione per lo studio e la lettura mi hanno permesso di acquisire nel tempo un approccio metodico molto prezioso anche in campo e che sicuramente mi agevolerà nel prosieguo della mia carriera anche dopo aver smesso con il calcio giocato».

La famiglia resta il suo punto fermo.

«Mio padre Riccardo non si perde neanche una partita in casa o in trasferta, è veramente il mio primo tifoso – spiega – Ho avuto una infanzia serena grazie alla mia famiglia che mi ha sempre sostenuto, ancora oggi rimane il mio valore più importante e questo influisce anche sul modo in cui interpreto il mio ruolo di calciatore».

E ancora:

«Nei miei parastinchi ho una foto con la mia famiglia che mi porta fortuna. La mia seconda famiglia è lo spogliatoio, ho davvero un rapporto speciale con i miei compagni di squadra, è un piacere andare ogni giorno ad allenarsi e condividere con loro un periodo molto bello della mia vita».

Infine, la promessa più importante, affidata ancora alle pagine di GianlucadiMarzio.com nell’intervista di Giovanni Mazzola:

«Le promesse nel calcio è meglio farle con i fatti. Posso garantire che daremo tutto fino all’ultimo minuto per realizzare questo sogno».

E in caso di promozione, la dedica è già pronta:

«Sicuramente avrei una dedica speciale: alla mia amica Alessia, una piccola guerriera che giorno dopo giorno ci insegna che anche le battaglie più dure si possono affrontare con il sorriso».

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Redazione Ilovepalermocalcio