Dicembre si chiude con un bilancio quasi perfetto per il Palermo. Dieci punti conquistati su dodici disponibili, frutto di tre vittorie e un pareggio, hanno proiettato la squadra di Inzaghi nelle zone altissime della classifica, rafforzando la candidatura dei rosanero nella corsa alla promozione. Un rendimento certificato dai numeri e dalla continuità, come evidenziato dalla crescita collettiva mostrata nell’ultimo mese dell’anno.
A trascinare il Palermo è stato ancora una volta Joel Pohjanpalo. L’attaccante finlandese ha messo a segno quattro reti nel solo mese di dicembre, impreziosite dalla doppietta nella vittoria esterna contro l’Empoli, consolidando la propria leadership nella classifica marcatori del campionato. Prestazioni che gli sono valse il premio di MVP della Serie BKT di dicembre, il sesto della sua carriera.
Il riconoscimento, ideato dal title sponsor BKT e ufficialmente riconosciuto dalla Lega B, viene assegnato da una giuria di giornalisti esperti, di cui fa parte anche il team di Chiamarsi Bomber.
Proprio ai microfoni di Chiamarsi Bomber, Pohjanpalo ha raccontato il percorso di crescita personale rispetto alla scorsa stagione:
«Credo che ogni calciatore non smetta mai di crescere e di fare esperienza. Allenamento dopo allenamento e partita dopo partita, riesco a leggere meglio le gare, a capire quando è il momento di attaccare la profondità e quando invece è il momento di aiutare la squadra nella costruzione. Non penso solo ai gol, ma a tutto ciò che posso dare durante i novanta minuti: pressing, gioco senza palla, creazione di spazi per i compagni. Questo mi ha permesso di essere più continuo e di incidere anche con gli assist, che per me sono importanti quanto i gol».
Il salto di qualità del Palermo rispetto alla scorsa stagione è evidente anche nel confronto con il passato recente. Dopo l’ottavo posto e l’eliminazione ai play-off dello scorso campionato, oggi i rosanero si trovano a soli quattro punti dalla vetta. Un cambiamento che, secondo Pohjanpalo, parte soprattutto dall’aspetto mentale, come spiegato ancora a Chiamarsi Bomber:
«Soprattutto è cambiata la mentalità. Oggi siamo più consapevoli di ciò che possiamo fare e sappiamo che ogni partita va affrontata con la stessa intensità. C’è grande unità nello spogliatoio e una sana competizione che spinge tutti a migliorarsi. Abbiamo imparato a gestire meglio i momenti difficili e a rimanere lucidi anche quando le partite non vanno subito nel verso giusto. La Serie B è una lunga maratona: l’aspetto più importante è la continuità dal punto di vista fisico e mentale, le buone prestazioni e i risultati sono una conseguenza naturale».